
Prescrizioni più strettamente legate alla durata della terapia, confezioni contenenti quantità adeguate al ciclo di trattamento e, dove la situazione epidemiologica lo richieda, anche la possibilità di ricorrere obbligatoriamente a test diagnostici prima di prescrivere. La lotta all'antimicrobico-resistenza entra direttamente nelle nuove regole europee sui medicinali, con conseguenze che potranno riguardare anche la pratica quotidiana di medici e farmacisti.
Le indicazioni sono contenute nella posizione adottata dal Consiglio dell'Unione europea in prima lettura sulla nuova direttiva che istituisce il codice dell'Unione relativo ai medicinali per uso umano. Il testo inserisce gli antimicrobici tra i medicinali soggetti a prescrizione medica e consente agli Stati membri di introdurre ulteriori limitazioni.
L'obiettivo è affrontare quella che la direttiva definisce "una delle minacce sanitarie attuali più significative", attraverso un approccio One Health che coinvolga non soltanto l'impiego clinico degli antimicrobici, ma l'intera catena di approvvigionamento, il loro impatto ambientale e il corretto smaltimento.
Prescrizioni limitate alla quantità necessaria
Uno dei passaggi più concreti riguarda le quantità prescritte. Gli Stati membri potranno prevedere che la prescrizione di antimicrobici sia limitata alla quantità necessaria per il trattamento, ridurne la validità oppure sottoporre determinati farmaci a prescrizione speciale o limitativa.
A questo principio si accompagna un'indicazione sulla confezione dei medicinali: quando l'antimicrobico viene dispensato direttamente al paziente, dovrebbe essere confezionato in quantità adeguate al ciclo terapeutico previsto e la dispensazione dovrebbe corrispondere alle quantità indicate nella prescrizione.
Il principio è quello di ridurre la distanza tra quantità prescritta, quantità dispensata e reale necessità terapeutica, limitando la disponibilità di dosi residue che possono favorire utilizzi successivi impropri.
Test diagnostici prima dell'antibiotico: cosa prevede davvero il testo
Ancora più rilevante per la pratica medica è il passaggio dedicato alla diagnostica. La direttiva non introduce un obbligo generalizzato di effettuare un test prima di ogni prescrizione antibiotica. Indica però tra le ulteriori misure che le autorità nazionali dovrebbero prendere in considerazione "l'uso obbligatorio di test diagnostici prima della prescrizione".
La scelta dovrà essere valutata in relazione al livello di resistenza antimicrobica presente nel territorio e alle esigenze dei pazienti.
Si tratta di un passaggio significativo perché porta la diagnostica a supporto della prescrizione direttamente all'interno delle strategie europee di antimicrobial stewardship. L'eventuale applicazione concreta dipenderà tuttavia dalle decisioni assunte a livello nazionale e dalle modalità con cui le nuove disposizioni saranno recepite.
Medici e farmacisti nella stewardship antimicrobica
Il nuovo quadro attribuisce inoltre un ruolo esplicito agli operatori sanitari. Farmacisti e altri professionisti dovrebbero contribuire alla gestione responsabile degli antimicrobici, fornendo informazioni sul loro uso prudente e sul corretto smaltimento.
Il testo invita inoltre le autorità nazionali a valutare programmi per l'uso prudente degli antimicrobici negli ospedali e una formazione adeguata degli operatori sanitari sulla loro gestione.
La strategia europea sposta così progressivamente il contrasto all'antimicrobico-resistenza dalla semplice raccomandazione a un sistema nel quale prescrizione, diagnostica, dispensazione e informazione al paziente diventano parti dello stesso percorso di appropriatezza.
Informazioni specifiche anche nel foglietto illustrativo
Anche l'informazione al cittadino viene rafforzata. Le future regole comuni per le informazioni sul prodotto dovranno disciplinare l'inserimento del simbolo internazionale dell'antimicrobico-resistenza e di indicazioni sull'AMR e sull'importanza dell'uso e dello smaltimento appropriati degli antimicrobici.
Il principio seguito dal Consiglio è dunque quello di intervenire contemporaneamente su più livelli: prescrivere soltanto quando necessario, avvicinare la quantità dispensata alla durata effettiva della terapia, sostenere le decisioni cliniche con la diagnostica quando opportuno e responsabilizzare il paziente nell'utilizzo del farmaco.
La posizione del Consiglio costituisce un passaggio dell'iter legislativo europeo e le disposizioni dovranno completare il percorso previsto prima di tradursi nelle nuove regole applicabili negli Stati membri.



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