
quenza delle riacutizzazioni, comorbidità e caratteristiche cliniche individuali.
Per la SIMG, questo approccio consente al medico di medicina generale di seguire il paziente lungo tutto il decorso della patologia, dall’identificazione precoce dei soggetti a rischio fino al monitoraggio della risposta terapeutica.
Tra gli aspetti considerati fondamentali rientrano anche la verifica dell’aderenza ai trattamenti, il controllo della corretta tecnica di utilizzo degli inalatori, la promozione della cessazione del fumo, l’aggiornamento delle vaccinazioni raccomandate e il sostegno all’attività fisica.
Medicina generale e pneumologi: un modello integrato
La revisione della Nota 99 non modifica il ruolo dello pneumologo, ma rafforza la collaborazione tra specialisti e medici di famiglia.
Secondo la SIMG, la gestione della BPCO richiede un modello assistenziale integrato, nel quale il medico di medicina generale rappresenta il punto di riferimento per il follow-up del paziente, mentre lo specialista mantiene un ruolo centrale nei casi complessi, nelle forme severe, nelle riacutizzazioni ricorrenti e quando siano necessari approfondimenti diagnostici di secondo livello.
Ridurre il sommerso diagnostico
La società scientifica sottolinea come il nuovo quadro regolatorio rappresenti anche un’opportunità per migliorare l’identificazione dei numerosi casi ancora non diagnosticati.
L’obiettivo è rafforzare la diffusione della spirometria nelle cure primarie, favorire una diagnosi tempestiva e garantire interventi terapeutici appropriati fin dalle fasi iniziali della malattia, con l’intento di rallentarne la progressione e ridurre il peso delle complicanze sul Servizio sanitario nazionale.


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