
Presentato alla Camera il progetto nazionale SIMG dedicato a prevenzione, diagnosi tempestiva e gestione territoriale di asma e BPCO. Focus sul ruolo strategico della medicina generale.
Tosse persistente, affanno durante piccoli sforzi, catarro frequente, respiro sibilante e stanchezza cronica possono rappresentare campanelli d’allarme di patologie respiratorie croniche ancora non diagnosticate. Da questa consapevolezza nasce “Ampio Respiro – Percorsi personalizzati nelle patologie respiratorie”, il nuovo programma promosso dalla Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), presentato alla Camera dei Deputati.
L’iniziativa punta a rafforzare il ruolo del medico di famiglia nella prevenzione, nell’identificazione precoce e nella presa in carico continuativa di malattie come asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), condizioni spesso sottostimate ma fortemente invalidanti.
Secondo SIMG, molte patologie respiratorie si sviluppano lentamente e vengono riconosciute solo in fase avanzata. Proprio per questo la medicina generale rappresenta il primo presidio sanitario capace di intercettare sintomi iniziali e fattori di rischio, favorendo diagnosi tempestive e percorsi terapeutici appropriati.
“La salute respiratoria deve essere affrontata nella quotidianità e non soltanto nelle fasi acute della malattia”, ha spiegato Tecla Mastronuzzi, responsabile della Macroarea Prevenzione SIMG. L’obiettivo del progetto è infatti promuovere una medicina di iniziativa, capace di agire prima che la compromissione respiratoria diventi severa.
La BPCO interessa circa il 5-6% della popolazione italiana, pari a oltre 3 milioni di persone. Tuttavia, molti pazienti non riconoscono il rischio respiratorio con la stessa attenzione riservata ad altre malattie croniche, come quelle cardiovascolari. Per SIMG è quindi necessario aumentare consapevolezza e screening precoce soprattutto nei soggetti esposti a fumo, inquinamento ambientale o rischi professionali.
Il progetto “Ampio Respiro” si sviluppa su più livelli. Da un lato prevede una formazione nazionale a distanza (FAD) dedicata ai medici di medicina generale, disponibile fino a maggio 2027, focalizzata su diagnosi precoce, spirometria, appropriatezza terapeutica, aderenza ai trattamenti inalatori, vaccinazioni e gestione delle riacutizzazioni.
Dall’altro lato sono stati sviluppati strumenti informativi rivolti ai cittadini, tra cui il portale dedicato e materiali divulgativi distribuiti negli ambulatori. L’obiettivo è aiutare la popolazione a riconoscere precocemente i sintomi respiratori e a non sottovalutare segnali persistenti.
Secondo Alessandro Rossi, presidente nazionale SIMG, il progetto rappresenta un modello integrato che coinvolge medici, specialisti, cittadini e istituzioni. “Il medico di famiglia conosce il paziente nel tempo e può costruire percorsi personalizzati in collaborazione con il territorio e con gli specialisti”, ha sottolineato.
L’iniziativa, patrocinata da AIPO-ITS e SIP, è stata presentata alla Camera su iniziativa del vicepresidente della Commissione Affari Sociali Luciano Ciocchetti, che ha evidenziato il valore della prevenzione respiratoria anche in termini di sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.
“Ampio Respiro” si propone così come un nuovo modello di sanità territoriale orientato all’intercettazione precoce delle cronicità respiratorie e alla continuità assistenziale.
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