
Il Covid torna a circolare con maggiore intensità in diversi Paesi dell'emisfero settentrionale e riapre una questione che va oltre l'andamento dei contagi: perché gli esponenti del Governo faticano a prendere una posizione pubblica chiara e netta quando si parla di vaccinazioni? A porre nuovamente il problema è Fabrizio Pregliasco, che chiede di rilanciare la campagna per anziani e fragili e accusa Palazzo Chigi e Ministero della Salute di un silenzio "pericoloso e ingiustificabile".
Il direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva dell'Università Statale di Milano segnala nelle ultime settimane una crescita dei contagi e dei ricoveri in diversi Paesi, indicando una circolazione nell'ordine di 50 casi ogni 100 mila abitanti nelle aree interessate.
Pregliasco: "Proteggere subito anziani e fragili"
La priorità indicata da Pregliasco riguarda le persone maggiormente esposte alle conseguenze dell’infezione. "Assistiamo a un incremento dei casi e dei ricoveri che non possiamo ignorare. Il virus continua a circolare con forza in tutto l'emisfero settentrionale. È indispensabile proteggere subito gli anziani e le persone fragili attraverso i richiami vaccinali dedicati", afferma.
La ripresa della circolazione di SARS-CoV-2 coincide con l'avvicinarsi della stagione influenzale. Una sovrapposizione particolarmente rilevante per grandi anziani, immunodepressi e pazienti con condizioni che aumentano il rischio di malattia grave.
Pregliasco chiede quindi una campagna pubblica sui vaccini aggiornati: "Serve assolutamente l'immediato avvio di una campagna di comunicazione istituzionale chiara e forte per spingere sulla somministrazione dei vaccini aggiornati".
L'accusa al Governo
Il passaggio più politico dell'intervento riguarda direttamente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro della Salute Orazio Schillaci. "Il silenzio assordante del Governo, della premier Meloni e del ministro Schillaci su questo fronte è pericoloso e ingiustificabile", sostiene Pregliasco. Secondo l'igienista, una comunicazione insufficiente rischia di ridurre ulteriormente l'adesione ai richiami proprio nelle categorie che possono ancora sviluppare le conseguenze più gravi dell'infezione.
Le indicazioni sanitarie sulle vaccinazioni, tuttavia, non sono scomparse. La prevenzione vaccinale continua a essere parte della programmazione del Ministero della Salute e la vaccinazione resta uno degli strumenti indicati per proteggere le persone maggiormente esposte alle complicanze delle infezioni respiratorie.
La questione sollevata da Pregliasco riguarda quindi soprattutto un altro livello: quanto queste indicazioni vengano accompagnate da una presa di posizione pubblica riconoscibile dei vertici politici.
Il precedente della difterite
Il tema era emerso con particolare evidenza poche settimane fa, dopo la morte a Palermo di una bambina di quattro anni non vaccinata colpita da difterite.
Il Ministero della Salute aveva pubblicato informazioni sulla malattia e, successivamente, sulle coperture vaccinali. Il caso non era stato però accompagnato da una forte presa di posizione pubblica dei principali esponenti del Governo a sostegno della vaccinazione, nonostante il ritorno di una malattia prevenibile attraverso un vaccino compreso nel calendario nazionale.
Due situazioni molto diverse, la difterite e la ripresa stagionale del Covid, che finiscono così per porre la stessa domanda sulla comunicazione istituzionale.
Le indicazioni ci sono, la comunicazione politica molto meno
Il contrasto appare ancora più evidente guardando alla programmazione sanitaria. Per il 2026 il Ministero della Salute indica tra le proprie priorità il rafforzamento delle azioni di prevenzione vaccinale, l'aumento delle coperture e della loro uniformità territoriale e il consolidamento della fiducia dei cittadini nelle istituzioni sanitarie.
Sul piano tecnico e amministrativo, quindi, la vaccinazione continua a essere considerata uno degli strumenti fondamentali della prevenzione pubblica. Più difficile è individuare, nei momenti in cui il tema torna al centro dell'attenzione, una comunicazione politica altrettanto esplicita.
Pregliasco porta ora questa distanza direttamente nel dibattito sul Covid. "Sottovalutare la situazione o tacere sull'importanza della prevenzione rischia di tradursi in un aumento evitabile dei decessi e in una pressione inutile sugli ospedali", afferma.
La ripresa autunnale del virus apre dunque una questione che non riguarda soltanto quanti casi di Covid verranno registrati nelle prossime settimane. Riguarda anche quale ruolo le istituzioni politiche intendano assumere nel promuovere pubblicamente le vaccinazioni raccomandate, soprattutto quando si tratta di raggiungere anziani e persone fragili.




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