
La stagione influenzale 2026-2027 è cominciata, ma l'Italia non dispone ancora dei consueti dati settimanali sulla circolazione dei virus respiratori. La sorveglianza RespiVirNet, coordinata dall'Istituto superiore di sanità (ISS), è ferma dall'inizio di marzo, quando le Regioni e le Province autonome hanno sospeso la trasmissione dei dati in attesa di una regolamentazione conforme alla normativa sulla protezione delle informazioni personali.
L'ultimo bollettino nazionale disponibile sul portale RespiVirNet è datato 6 marzo 2026 e riguarda la settimana compresa tra il 23 febbraio e il 1° marzo. In quell'occasione l'incidenza delle infezioni respiratorie acute nella comunità era pari a 7,5 casi ogni mille assistiti, con valori più elevati tra i bambini di età compresa fra zero e quattro anni. Da allora il sistema non ha più pubblicato i consueti aggiornamenti epidemiologici e virologici.
L'interruzione assume particolare rilievo con l'avvio della campagna vaccinale antinfluenzale. RespiVirNet rappresenta infatti uno dei principali strumenti per seguire l'andamento delle infezioni respiratorie, individuare i virus circolanti e valutare l'evoluzione della stagione epidemica. La disponibilità di informazioni aggiornate è importante tanto per la programmazione sanitaria quanto per l'attività dei medici del territorio.
Perché la sorveglianza è stata interrotta
Il 9 marzo l'ISS aveva comunicato ufficialmente la sospensione dei flussi regionali, precisando che il provvedimento era stato adottato in attesa di una regolamentazione conforme alle disposizioni vigenti in materia di trattamento dei dati personali. L'Istituto aveva inoltre annunciato una collaborazione con il Ministero della Salute per rendere transitoria l'interruzione.
Il problema non riguarda un malfunzionamento informatico, ma la base normativa necessaria per il trattamento e la trasmissione delle informazioni raccolte attraverso i sistemi di sorveglianza. In una risposta parlamentare, il Ministero della Salute ha chiarito che l'adeguamento interessa diversi sistemi di sorveglianza speciale e richiede un percorso amministrativo che coinvolge anche le Regioni e il Garante per la protezione dei dati personali.
Lo stesso Ministero ha precisato che i flussi ordinari già regolamentati del sistema PREMAL continuano a essere alimentati. Non si tratta dunque della sospensione di tutte le attività di notifica delle malattie infettive, ma dell'interruzione di specifici sistemi di monitoraggio, fra i quali RespiVirNet.
Le conseguenze per i medici e la prevenzione
Il sistema RespiVirNet si basa su una rete di medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e laboratori di riferimento regionali. Le segnalazioni dei casi di infezione respiratoria acuta consentono di stimare l'incidenza nella popolazione, mentre le analisi virologiche permettono di identificare i patogeni circolanti e seguirne l'evoluzione.
La mancata disponibilità dei rapporti settimanali priva i professionisti sanitari di un riferimento epidemiologico nazionale aggiornato. I dati di sorveglianza non sostituiscono naturalmente la valutazione clinica del singolo paziente, ma contribuiscono a contestualizzare i sintomi respiratori, valutare la circolazione dei diversi virus e orientare le attività di prevenzione.
Già a settembre la Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) aveva richiamato l'attenzione sulle conseguenze dell'interruzione. Il segretario generale nazionale Silvestro Scotti aveva sottolineato l'importanza dei dati settimanali per la diagnosi differenziale, il monitoraggio dei pazienti e la programmazione della campagna vaccinale, chiedendo il ripristino della sorveglianza fin dall'inizio della stagione.
Atteso un confronto tra Ministero e Garante
Un incontro tra il Ministero della Salute e il Garante per la protezione dei dati personali sarebbe previsto per il 9 novembre. Il confronto potrebbe contribuire a superare le difficoltà regolatorie che hanno impedito la ripresa dei flussi informativi, ma al momento non risultano comunicazioni ufficiali che consentano di indicare una data certa per il ripristino del servizio.
Resta aperta la questione dei tempi. Una sospensione inizialmente presentata come transitoria si è protratta per otto mesi, fino a coinvolgere l'avvio di una nuova stagione influenzale. La necessità di garantire la protezione dei dati personali non viene meno, ma deve essere conciliata con la continuità di un'attività essenziale per la sanità pubblica.
In attesa dello sblocco, l'Italia continua a non disporre dei consueti bollettini nazionali RespiVirNet. Una lacuna che rende più difficile seguire tempestivamente l'evoluzione delle infezioni respiratorie e programmare gli interventi sulla base di dati epidemiologici aggiornati.

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