
Una professione che continua ad attirare i giovani e offre elevate possibilità di occupazione, ma alla quale manca ancora un percorso di formazione avanzata specificamente riconosciuto. È da qui che nasce la richiesta dei logopedisti italiani di introdurre lauree specialistiche cliniche, rilanciata a Bologna in occasione del congresso nazionale dei logopedisti, al quale hanno partecipato 400 professionisti provenienti da tutta Italia. L’obiettivo è colmare quello che la categoria considera un vuoto nella formazione, riconoscendo attraverso un percorso universitario specifico le competenze avanzate e le responsabilità che i professionisti già esercitano nella pratica.
In Italia 15 mila logopedisti, ancora pochi rispetto alla media europea
I numeri fotografano una professione richiesta, ma con una presenza sul territorio inferiore rispetto ad altri Paesi europei. In Italia i logopedisti iscritti all’albo sono circa 15 mila, pari a 24 ogni 100 mila abitanti, mentre la media europea indicata nel lancio è di 40 ogni 100 mila. Le prospettive occupazionali sono particolarmente favorevoli: a un anno dal conseguimento del titolo, l’89,7% dei laureati in Logopedia nel 2024 risultava occupato.
Cinque candidati per ogni posto all’università
A confermare l’interesse verso la professione sono anche i dati sulle iscrizioni universitarie. Per l’anno accademico 2026/2027, le università statali hanno registrato 5.707 domande di ammissione ai corsi di laurea in Logopedia a fronte di 1.150 posti disponibili, circa cinque aspiranti studenti per ciascun posto. Una forte domanda che si accompagna, secondo quanto emerso dal congresso, alla necessità di far evolvere anche la formazione successiva alla laurea, creando percorsi capaci di riconoscere le responsabilità e le competenze cliniche avanzate già maturate nell’esercizio della professione.
Necessario un percorso formativo riconosciuto
A porre al centro del dibattito il riconoscimento delle competenze già esercitate nella pratica è Tiziana Rossetto, presidente della Commissione di albo dei logopedisti, che sottolinea: «i professionisti che esercitano già competenze avanzate, con piena responsabilità sulla sicurezza delle cure, hanno diritto a un percorso formativo riconosciuto».
La richiesta emersa dal congresso punta quindi all’introduzione di lauree specialistiche cliniche per i logopedisti, così da affiancare all’evoluzione della professione un percorso formativo adeguato alle responsabilità già assunte sul piano assistenziale.
Competenze avanzate al centro del riordino delle professioni sanitarie
Sul tema è intervenuto anche Catania, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (FNO TSRM e PSTRP), che ha ricondotto la proposta della Commissione di albo al più ampio percorso di riordino delle professioni sanitarie: «nella riforma per il riordino delle professioni sanitarie le competenze avanzate sono un banco di prova, e ci impegneremo a portarle in quella discussione insieme alle Commissioni di albo, all’università e alle Regioni», afferma. Una richiesta che si inserisce così nel confronto sul riconoscimento della formazione specialistica e sulla necessità di adeguare i percorsi formativi all’evoluzione delle responsabilità professionali in ambito sanitario.




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