
L’esito funzionale eccellente a 90 giorni, definito da un punteggio pari a 0 o 1 alla scala di Rankin modificata, è stato raggiunto dal 69,4% dei pazienti sottoposti a terapia endovascolare, rispetto al 50% di quelli assegnati alla sola gestione medica. La differenza è risultata statisticamente significativa (odds ratio 2,32; IC 95%: 1,41-3,81; P<0,001).
Anche l’indipendenza funzionale, definita da un punteggio alla scala di Rankin modificata compreso tra 0 e 2, è stata più frequente nel gruppo trattato con procedura endovascolare: 82,6% contro 66%. Inoltre, il deterioramento neurologico precoce entro sette giorni si è verificato nel 13,9% dei pazienti sottoposti a terapia endovascolare, rispetto al 31,4% del gruppo trattato esclusivamente con terapia medica.
Il profilo di sicurezza ha evidenziato alcuni elementi da considerare nella valutazione del rapporto tra benefici e rischi. L’incidenza di emorragia intracranica sintomatica entro 48 ore è stata simile nei due gruppi: 2,1% con terapia endovascolare e 1,9% con gestione medica. Le emorragie intracraniche complessive, invece, sono state più frequenti nel gruppo sottoposto alla procedura, con percentuali rispettivamente del 18,9% e del 6,8%.
Gravi complicanze correlate alla procedura sono state registrate nel 13,2% dei pazienti sottoposti a terapia endovascolare. A 90 giorni si è verificato un decesso nel gruppo endovascolare e nessuno nel gruppo di gestione medica.
I risultati riguardano pazienti selezionati, con deficit neurologici iniziali lievi, occlusione di grandi vasi della circolazione anteriore e un volume di mismatch tra perfusione e tessuto infartuato di almeno 50 ml. Tutti i partecipanti erano di etnia Han cinese e nella popolazione studiata era elevata la prevalenza di aterosclerosi intracranica.
Queste caratteristiche limitano la possibilità di estendere automaticamente i risultati ad altre popolazioni, in particolare ai pazienti con profili clinici o radiologici differenti. Saranno quindi necessari ulteriori studi per chiarire quali pazienti con ictus lieve possano beneficiare maggiormente della terapia endovascolare e in quali condizioni il trattamento presenti un rapporto beneficio-rischio favorevole.

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