
La proposta rilanciata all'indomani del fermo di Luca Bianchini, il ragioniere accusato di essere lo stupratore seriale che ha colpito in questi mesi nella Capitale, si fonda sull'utilizzo di farmaci a base di speciali ormoni antiandrogeni. Medicinali che, "somministrati per anni in modo controllato, ottengono l'effetto di azzerare i livelli di testosterone. Ma se la 'cura' si interrompe, dopo un lasso di tempo che oscilla dai tre ai sei mesi l'effetto svanisce e il controllo biochimico su desiderio sessuale e impulsi non c'è più". Lo spiega Vincenzo Gentile, presidente della Società italiana di andrologia (Sia).
Non è una soluzione definitiva, insomma, ma una sorta di 'cura cronica'. "Che, a lungo andare, comporta anche effetti collaterali, per il soggetto", ricorda Gentile. Ma come funziona? "Si tratta di farmaci che agiscono a livello del sistema nervoso centrale - precisa
l'esperto - in particolare sull'ipofisi. Si assumono per via sottocutanea e sono disponibili in diverse formulazioni, mensili o trimestrali, anche a lento rilascio. I medicinali utilizzati sono farmaci antiandrogeni centrali.



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