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L'andrologo, come funziona la castrazione chimica

Urologia

La proposta rilanciata all'indomani del fermo di Luca Bianchini, il ragioniere accusato di essere lo stupratore seriale che ha colpito in questi mesi nella Capitale, si fonda sull'utilizzo di farmaci a base di speciali ormoni antiandrogeni. Medicinali che, "somministrati per anni in modo controllato, ottengono l'effetto di azzerare i livelli di testosterone. Ma se la 'cura' si interrompe, dopo un lasso di tempo che oscilla dai tre ai sei mesi l'effetto svanisce e il controllo biochimico su desiderio sessuale e impulsi non c'è più". Lo spiega Vincenzo Gentile, presidente della Società italiana di andrologia (Sia).
Non è una soluzione definitiva, insomma, ma una sorta di 'cura cronica'. "Che, a lungo andare, comporta anche effetti collaterali, per il soggetto", ricorda Gentile. Ma come funziona? "Si tratta di farmaci che agiscono a livello del sistema nervoso centrale - precisa
l'esperto - in particolare sull'ipofisi. Si assumono per via sottocutanea e sono disponibili in diverse formulazioni, mensili o trimestrali, anche a lento rilascio. I medicinali utilizzati sono farmaci antiandrogeni centrali.

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Appartengono alla famiglia degli analoghi dell'ormone LH-RH", e agiscono 'a monte' della cascata di eventi che porta alla produzione di testosterone, fabbricato principalmente nei testicoli, e al rilascio dell'ormone sessuale maschile nel sangue.
In altre parole, precisa lo specialista, interferiscono con il complesso meccanismo che stimola la produzione di testosterone, impedendo all'ipofisi di inviare al testicolo l''invito' a fabbricare e liberare testosterone". Oggi la castrazione chimica è applicata in vari Paesi, fra cui Stati Uniti, Canada, Svezia, Germania, e Gran Bretagna, talvolta come opzione volontaria. Curiosamente, si tratta di un approccio nato dalla ricerca contro i tumori. "L'idea - ricorda Gentile - risale alla fine degli anni '20 del secolo scorso, per la
terapia contro il cancro alla prostata, ritenuto ormono-dipendente. Si utilizzava il cosiddetto blocco androgenico totale, che consisteva nel somministrare analoghi dell'ormone LH-RH insieme ad antiandrogeni periferici".

 

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