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Un farmaco biologico blocca le metastasi ossee

Oncologia

Lo dimostrano due studi presentati a Berlino, in occasione del Congresso Europeo di Oncologia (ECCO-ESMO). I due studi, uno sul cancro del polmone, l'altro sul carcinoma della mammella, hanno messo a confronto il nuovo anticorpo monoclonale denosumab e il farmaco bisfosfonato a base di acido zoledronico usato oggi per curare l'osteoporosi. ''In Italia - afferma Pierfranco Conte, direttore del Dipartimento di Oncologia dell'Università di Modena - ci sono ogni anno 37 mila nuovi casi di tumore polmonare e altrettanti di cancro della mammella. Le nuove terapie fan sì che si abbia più sopravvivenza, cosa che aumenta il rischio che si possano avere metastasi scheletriche, quindi più dolore, più fratture, più cicli di terapia, più interventi ortopedici ripetuti''. I due studi presentati a Berlino mettono in comparazione due farmaci con meccanismi d'azione diversi, ma che agiscono entrambi su quell'equilibrio metabolico tra osteblasti (cellule dell'osso che producono continuamente nuova massa ossea) e gli osteoclasti (quelle che la distruggono): ''L'acido zoledronico - spiega Conte - è tossico per gli osteoclasti, semplicemente li uccide quando si attivano per digerire le cellule ossee''.

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Diverso il meccanismo del denosumab, che agisce a livello molecolare contro il Rank Ligand, proteina regolatrice dell' attività degli osteoclasti. ''Il nuovo farmaco - conclude il professore - si lega a questa proteina, la inattiva e impedisce così agli osteoclasti di attivarsi''. Lo studio di comparazione fra i due farmaci condotto su 1700 pazienti affetti da cancro polmonare, ''ha permesso di stabilire - precisa Conte - la non inferiorità del denosumab all'acido zoledronico, nell'impedire metastasi scheletriche, ma la sua superiorità nel ritardarle, in media di 20 mesi rispetto a 16. Quanto al tumore della mammella, lo studio è stato condotto su 2000 pazienti e ha permesso di accertare sia la superiorità del nuovo farmaco nell'impedire metastasi ossee (ne riduce il rischio della metà, contro il 30% del vecchio farmaco), sia la sua maggiore attività nel ritardarle: il tempo medio di comparsa di metastasi con acido zoledronico è di 800 giorni, quello indotto da denosumab lo ha superato e non si conosce ancora il limite''.
Oncologia
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