E' scontro tra le Regioni e le sigle sindacali mediche sulla gestione della campagna di vaccinazione contro l'influenza A, che partirà al più tardi il 15 novembre.
Con le prime che, puntando sulla loro totale autonomia, stanno ipotizzando in un numero sempre maggiore di affidare la vaccinazione della popolazione ai servivi di igiene anzichè ai medici di famiglia, come avviene per la stagionale, e con i medici che invece spingono affinchè il ministero della Salute sottoscriva delle linee guida che evidenzino il loro ruolo prioritario nella campagna vaccinale. E una bozza di accordo è stato inviato dalla Fimmg, il sindacato dei medici di famiglia, all'Istituto superiore di Sanità e al dicastero della Salute, che a sua volta sta lavorando ad una circolare in merito che sarà discussa nel nuovo incontro dell'unità di crisi.
Cgil, Cisl e Uil: "Sono 200mila, è un comparto strategico"
"I medici, i dirigenti sanitari, gli infermieri le professioni sanitarie ex legge 43/2006, vogliono risposte, vogliono tornare ad essere il fulcro delle cure, vogliono continuare a curare, ma in sicurezza”
Testa: “Serve uno straordinario investimento nel territorio prima che della medicina di famiglia rimangano solo le ceneri.”
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