Bloccare il nutrimento al tumore con farmaci efficaci indirizzati direttamente al suo interno, minimizzando gli effetti collaterali: questo il traguardo raggiunto dai ricercatori, già pubblicato sulle riviste scientifiche 'Anticancer Research' e 'Cardiovascular and Interventional Radiology'. Il gruppo di ricerca, attivo nella lotta contro l'epatocarcinoma ed il colangiocarcinoma, ha sperimentato l'utilizzo dell'oxaliplatino, un chemioterapico già noto, impiegato nella terapia di vari tipi di tumore e gravato da effetti collaterali per l'intero organismo, veicolato però attraverso particolari microsfere, dette hepasphere, che riescono a trasportarlo e trattenerlo in sede tumorale, evitando una diffusione nel sangue. I ricercatori dell'ambulatorio di epatologia oncologica dell'unità operativa di oncologia medica II, in collaborazione con il laboratorio di misure ambientali e tossicologiche del Maugeri, attraverso uno studio preclinico hanno caricato con l'oxaliplatino le hepasphere, che si distinguono rispetto alle altre microsfere per la loro capacità di assorbimento del farmaco impiegato.




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