
Il prossimo passo è atteso alla fine del 2010, quando sarà pronto il nuovo polo delle emergenze: il pronto soccorso generale e quello ortopedico si trasferiranno nella nuova struttura del padiglione 5, con ingresso da via Albertoni, e lasceranno liberi 5000 metri quadri al "16" per l' ampliamento di Pediatria. Su via Massarenti, fra un anno, resterà solo l' accesso al pronto soccorso pediatrico e ginecologico. Ieri sono stati inaugurati spazi per 3500 metri quadrati. Il pronto soccorso, al piano terra del "13", è stato ampliato e riorganizzato con l' area "triage", dove si assegna la priorità ai pazienti in entrata: verrà applicato anche ai bambini il sistema dei codici (bianco, verde, giallo e rosso, in ordine crescente di gravità). Da un mese funziona già la shock-room, per la gestione delle situazioni critiche. E poi un ambulatorio e una sala d' attesa per la gestione separata dei codici bianchi, un' area di visita e osservazione e una per il personale medico, infermieristico e di supporto. Al piano terra anche 15 ambulatori per la pediatria specialistica e battezzati con nomi che spaventano meno, come "pianeta cardiologia"e "galassia medicina generale". Nuovi anche la sala d' attesa, i servizi igienici e la nursery. Ogni mese un medico dell' equipe sarà ospite di un dipartimento d' emergenza di altri ospedali, per studiare e imparare da altre realtà. Al primo piano ci sono 26 posti letto per la degenza breve (fra le 3 e le 36 ore). Al terzo, sei stanze di pediatria specialistica, con 10 letti in tutto e spazi per gli accompagnatori. I piccoli saranno seguiti con una postazione informatica in stanza: Medialife e Philips hanno sponsorizzato l' installazione di tv color nella sala d' aspetto e dei laptop ai piedi del letto. Il sistema assistenziale prevede la figura di un infermiere coordinatore unico e una rotazione del personale fra emergenza e degenza. La riorganizzazione non prevede invece aumento di personale, ad eccezione del dottor Montini, nefrologo che arriva da Padova. Per distrarre e tranquillizzare i bambini è attivo un progetto di 500 ore per la clown-terapia, in collaborazione con l' associazione Gelsomina e la Facoltà di Scienze della Formazione: 12 psicologi e psicoterapeuti con il camice vero e il naso finto accompagnano i pazienti dentro gli ambulatori. Guardando al futuro, il direttore generale Augusto Cavina pensa già all' ampliamento tra un anno: c' è già il progetto firmato da un importante studio, mancano i soldi: "Servono 10 milioni di euro e stiamo lavorando al found raising".
Fonte: Repubblica




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