|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Cancro al seno durante gestazione, colpita 1 futura mamma su 3 mila

Ginecologia

"Quello del tumore al seno durante la gravidanza è uno dei temi più scottanti e d'attualità in senologia", spiega Francesca Rovera, direttore del Centro di ricerche in senologia dell'università dell'Insubria. Sull'argomento si confronteranno a Varese "centinaia di senologi da tutto il mondo", con "l'intervento di ben 7 relatori dal Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York". Fra gli interventi anche quello di Umberto Veronesi. "Una diagnosi di tumore al seno in una donna in stato di gravidanza - sottolinea Rovera - pone problemi specifici che richiedono una particolare sensibilità e professionalità da parte del medico. E' noto che le neoplasie che colpiscono pazienti in giovane età hanno una prognosi generalmente più severa". E "se a questo si associa lo stato di gravidanza, si comprende l'essenzialità di un approccio multidisciplinare che coinvolga senologo e oncologo, ma anche ginecologo, neonatologo e psicologo". Quando il cancro al seno attacca una donna in gravidanza, il primo problema è la diagnosi. Nella maggior parte dei casi, sottolineano infatti gli esperti, le gestanti si accorgono in ritardo di avere un tumore. Nonostante i continui controlli per la gravidanza, nel 90% dei casi sono le stesse pazienti a rilevare i sintomi della malattia. In generale, il ritardo diagnostico è compreso tra un mese e mezzo e 6 mesi. Da un lato perché il naturale ingrossamento del seno in gravidanza complica l'esame obiettivo della parte; dall'altro perché la gestante esita a sottoporsi ad accertamenti diagnostici, per paura di causare danni al nascituro. La diagnosi corretta prevede anche in questi casi che, di fronte a un nodulo sospetto, si proceda a un'ecografia mammaria e a un esame cito-istologico. Solo in caso di conferma si passa alla mammografia, da eseguire schermando il pancione. In caso di cancro "non esiste alcuna necessità di interrompere la gravidanza come atto terapeutico - precisa Rovera - ma è chiaro che la gravidanza delle pazienti affette da tumore al seno va seguita con uno stretto monitoraggio della salute biofisica fetale". La buona notizia è che oggi "esistono terapie conservative sempre più personalizzate, che permettono buoni risultati oncologici salvaguardando la salute" del futuro bebè. A diagnosi avvenuta, le terapie cambiano in base al periodo gestazionale. Il trattamento chirurgico non presenta controindicazioni per tutta la durata della gravidanza ed è uguale a quello indicato nelle donne non incinte. Quanto alla chemioterapia, nei primi tre mesi di gravidanza è da evitare perché l'embrione corre un rischio maggiore di subire gli effetti tossici dei farmaci. I pericoli di danni da chemio diminuiscono invece nel semestre successivo. No alla radioterapia, per i possibili effetti negativi sul feto, mentre la terapia ormonale va rimandata al termine della gravidanza. Infine, dopo 30-32 settimane di gestazione è opportuno indurre il parto. E per le donne che il cancro al seno l'hanno già vinto? Per chi ha subito un trattamento specifico contro il tumore della mammella "non esistono controindicazioni assolute alla gravidanza - chiarisce Rovera in una nota - L'unico accorgimento è quello di chiedere alla paziente di attendere un paio di anni dalla fine del trattamento prima di programmare una maternità, essendo questo il periodo più a rischio per eventuali recidive tumorali".

pubblicità

Fonte: Adnkronos

Ginecologia
Commenti

I Correlati

Alcol in gravidanza, il rischio del consumo occasionale: quattro donne su dieci mostrano tracce di esposizione
Ginecologia
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Alcol in gravidanza, il rischio del consumo occasionale: quattro donne su dieci mostrano tracce di esposizione
Ginecologia
Alcol in gravidanza, il rischio del consumo occasionale: quattro donne su dieci mostrano tracce di esposizione
Un’indagine dell’Istituto superiore di sanità evidenzia una discrepanza tra quanto dichiarato dalle future mamme e quanto emerge dai campioni biologici. Gli esperti rilanciano il messaggio: «zero alcol in gravidanza»
Gravidanza e alimentazione, la salute del bambino si gioca già nei primi tre mesi
Ginecologia
Gravidanza e alimentazione, la salute del bambino si gioca già nei primi tre mesi
Uno studio condotto su quasi mille future mamme italiane rivela che le abitudini alimentari influenzano lo sviluppo del feto fin dalle prime settimane, con effetti più marcati nei maschi
Rapporto CedAP: meno nascite, maternità più tardiva e cesarei oltre la media UE
Sanità pubblica
Rapporto CedAP: meno nascite, maternità più tardiva e cesarei oltre la media UE
Nel 2025 registrati 353 mila parti. Sale a 33,4 anni l'età media delle madri italiane, mentre il ricorso al cesareo resta elevato, soprattutto nelle strutture private.
Fertilità, il microbiota entra tra i fattori chiave: dalla nutrizione nuovi strumenti per favorire il concepimento
Infertilità
Fertilità, il microbiota entra tra i fattori chiave: dalla nutrizione nuovi strumenti per favorire il concepimento
Una revisione della SIFES-MR evidenzia il ruolo di alimentazione, infiammazione e salute intestinale nel percorso riproduttivo. Addio alle diete fai da te: la sfida è la nutrizione di precisione personalizzata

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.