
Secondo Helmut Radspieler, del Centro di terapia e diagnosi sull'osteoporosi di Monaco e curatore dello studio "con l'ausilio delle immagini 3D ora possiamo effettivamente esaminare l'interno della microstruttura delle ossa e determinare l'efficacia dei diversi trattamenti terapeutici, come abbiamo fatto in questo caso per il raloxifene. Adesso comprendiamo meglio, potendola anche visualizzare, che la struttura ossea, e non solamente la densità, è un aspetto cruciale nel mantenimento della qualità delle ossa". Radspieler ha valutato in questo studio in maniera prospettica le alterazioni microarchitetturali delle ossa dei pazienti in trattamento con il raloxifene per 15,1 mesi. Tutti i parametri analizzati sono migliorati nell'arco del periodo di trattamento. In particolare, il raloxifene ha aumentato la densità volumetrica trabecolare del 2,9% e 3,9% e la densità ossea corticale del 1,1% e 0,7% rispettivamente in radio e tibia.
Fonte: Adnkronos



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