
Ebbene, dall'analisi dei carteggi, dei documenti e degli archivi dell'epoca, emergono una serie di "errori tattici" dei due ricercatori a caccia di finanziamenti. Ma anche il fatto che, per gli specialisti consultati dal Mrc prima di prendere una decisione in materia, fosse
più importante limitare la crescita della popolazione britannica, piuttosto che curare l'infertilità. C'erano poi timori di possibile anomalie dei bimbi in provetta. I due ricercatori erano giudicati troppo 'di alto profilo' sui media dai colleghi, che disapprovavano la loro trasparenza nel discutere di questi argomenti delicati sulle pagine dei giornali. E ancora, i due non facevano parte dell'establishment: erano teste 'fuori dal coro'. Steptoe perché veniva da un ospedale minore (Oldham) ed Edwards perché, benché lavorasse nella celebre Università di Cambridge, non era ancora professore. Insomma, il 'no' ai finanziamenti ha avuto motivi diversi. Ma soprattutto "conseguenze importanti, sia per i due ricercatori che per la politica di sovvenzione degli studi sulla fecondazione assistita nei successivi otto anni", scrivono gli autori. Solo la nascita di due bimbi sani fece cambiare idea ai componenti della Mrc: da allora si è dato un notevole sostegno alla ricerca sulla fecondazione assistita nel Paese, concludono gli autori.
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