
Ad esempio, la Sicilia ha un sistema elettronico per i referti, mentre in Basilicata sta partendo, seppur con qualche difficoltà, proprio il fascicolo elettronico, realizzato anche dal Cnr, 'cui possono accedere per ora gli operatori sanitari - ha continuato Mercurio - in parte con una carta, in parte con username e password. Ma nel prossimo futuro dovrebbero poterlo consultare anche i singoli cittadini, alimentandolo loro stessi. Il fascicolo attualmente integra tutte le informazioni delle strutture sanitarie e dei medici di medicina generale'. La strada per arrivare a un fascicolo sanitario elettronico nazionale è però ancora lunga. 'Ci sono tanti attori coinvolti da mettere d'accordo - ha concluso - Finalmente ora stanno convergendo in un unico tavolo sulla sanità elettronica i due del ministero della Salute e dell'Innovazione. Ma bisogna integrare fra loro i fascicoli regionali, molti dei quali sono stati realizzati con criteri diversi da quelli poi stabilite nelle linee guida, ora in discussione tra Ministero e Regioni'.'Le informazioni sulla salute delle persone hanno un valore sul mercato. Il vero rischio quindi, una volta che andrà a regime il fascicolo sanitario elettronico, è che vengano sottratte da persone interne alle strutture', aggiunge Domenico Vulpiani, dirigente generale della Polizia e consigliere del ministero dell'Interno per la sicurezza informatica. 'Come dimostra Wikileaks - spiega Vulpiani - il vero problema sono gli insider. Le informazioni infatti sono oggi il bene più rubato nelle aziende, circa nel 30% dei casi, superando così i beni e i servizi rivendibili sul mercato, come i computer, che prima erano in cima alla lista delle cose sottratte. Per questo, nel realizzare il fascicolo sanitario elettronico bisognerà stare bene attenti a tutelare alcuni aspetti'. Se finora infatti la sanità elettronica è 'rimasta disseminata e confinata all'interno delle realtà locali e delle singole strutture cliniche, con gravi lacune per i medici - continua Vulpiani - ciò ha anche prodotto una maggiore sicurezza sul fronte della protezione dei dati. I sistemi locali garantivano infatti una certa riservatezza nell'accesso ai dati'. Per il fascicolo sanitario nazionale, la tecnica da impiegare potrebbe essere quella 'del peer to peer, già usata per scaricare la musica su internet. - precisa l'esperto - In questo modo la ricerca si fa per titolo, e una volta trovato, lo si scarica in tutte le sue varie versioni, senza così dover entrare da subito nel database dove è contenuto il documento in questione'. Per quanto riguarda poi la sottrazione di informazioni tramite 'comportamenti di imprudenza e negligenza, deve essere tracciato chi entra nel sistema con username e password, e prevedere - conclude - il risarcimento del danno a carico di chi è stato negligente'. Intanto l'iPad è arrivato in corsia al Policlinico 'Agostino Gemelli' di Roma e potrebbe mandare in pensione la carta per riportare e aggiornare la storia clinica del paziente, dal ricovero alle dimissioni.




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