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Generici, le cinque aziende leader hanno già ridotto i prezzi

Farmaci Redazione DottNet | 27/04/2011 17:31

"Le 5 aziende che detengono il 90% del mercato dei farmaci generici (Teva, Mylan, EG, Doc e Sandoz) hanno gia' provveduto a riallineare il prezzo dei loro prodotti ai nuovi valori di riferimento, o comunque a ridurlo in modo tale che il contributo da parte del paziente sia limitato nella maggior parte dei casi a un range che oscilla tra 20 centesimi e 1 euro". Lo riferisce  il vice presidente di Assogenerici Enrico Hausermann. Anche le imprese che 'coprono' il restante 10% del mercato dei medicinali equivalenti "si stanno adeguando", aggiunge. La previsione, quindi, e' che "una complessiva situazione di equilibrio sara' probabilmente raggiunta entro la fine di questa settimana".

 

Hausermann e' dunque ottimista sulla possibilita' di arrivare presto a un lieto fine, dopo lo scompiglio creato dal taglio dei prezzi dei farmaci senza marca sia fra le aziende del comparto sia fra i cittadini, che temevano di dover continuare a pagare di tasca propria la differenza tra prezzi vecchi e prezzi nuovi. "Probabilmente - afferma il vicepresidente di Assogenerici - tutte le polemiche sollevate e le lamentele dei pazienti andranno a scemare in pochi giorni", considerando che anche laddove non c'e' un riallineamento completo "il carico sui cittadini e' stato portato al minimo". In particolare, grazie alle misure adottate dalle aziende, per Hausermann e' "praticamente gia' rientrato" l'allarme relativo ai medicinali antiepilettici.
"L'intero comparto sta facendo sforzi notevoli", evidenzia il vicepresidente dell'associazione produttori di medicinali 'non griffati'.

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Tuttavia, puntualizza, "per alcuni prodotti non si potra' scendere piu' di tanto. Considerando infatti che il ricavo per l'industria e' pari al 50% del prezzo al pubblico - spiega - per molti prodotti il costo di produzione rischierebbe addirittura di superare il ricavo industria. Nel caso di alcuni prodotti per controllo dei livelli di colesterolo, per esempio, il prezzo al pubblico e' di 1 euro e 20-30 centesimi, quindi il ricavo per l'industria sarebbe la meta'. Ma chi riuscirebbe a produrre in una situazione in cui persino una confezione di caramelle e' piu' costosa di una di generici?".

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