Sorriso tallone d'Achille per l'altra metà del cielo. Sembra, infatti, che nel corso della storia - e della preistoria - le donne siano state bersagliate da carie e problemi ai denti più degli uomini. Lo rivela uno studio condotto dal team di John Lukacs, antropologo specializzato in salute dentale, dello scheletro e nutrizione dell'Università dell'Oregon (Usa). L'analisi della frequenza delle carie nei reperti preistorici e in resti risalenti ai secoli scorsi suggerisce, come si legge su 'Current Anthropology', che la salute dentale femminile è storicamente peggiore di quella maschile.
Sotto accusa, secondo lo studioso statunitense, la 'pressione riproduttiva' che imponeva alle donne continue gravidanze, le altalene ormonali e l'aumento della fertilità. Tutti fattori che hanno danneggiato i denti delle donne via via che gli esseri umani, da cacciatori e raccoglitori, diventavano allevatori e contadini. Insomma, secondo Lukacs un fattore chiave spetta agli ormoni femminili che, abbinati alla dieta e allo stile di vita delle donne nel corso dei secoli, ha reso il gentil sesso più vulnerabile alla carie.
“Il fattore chiave per determinare un buon candidato per il trattamento è la salute di denti e gengive, quindi è necessario un parodonto sano, in assenza di sanguinamento"
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