La bomba è scoppiata la scorsa settimana quando il ministro della Famiglia Andrea Riccardi ha annunciato attraverso un’intervista al Corriere che “Gli inquilini degli alloggi Enpam, Inps, Inpdap e di tutte le casse previdenziali professionali (notai, avvocati, giornalisti, eccetera) potranno acquistare l'immobile pagando una somma pari a 150 volte l'affitto mensile”. L'operazione riguarda parecchie decine di migliaia di immobili: solo per le città di Milano e Roma, si tratta di 30 mila alloggi.
Nelle casse dello Stato andrebbero così 120 milioni di euro derivanti da una imposta di registro media di 4 mila euro. Immediata la reazione di Alberto Oliveti, presidente della Fondazione Enpam, la cassa dei medici e degli odontoiatri, che ha dichiarato: “Il nostro compito è pagare pensioni. Se realmente la proposta del ministro Riccardi è nei termini che sono stati riportati allora la risposta è che il suo piano è inaccettabile e in contrasto con gli obiettivi di sostenibilità che questo governo ci ha imposto - dice Alberto Oliveti, presidente dell'Enpam, il più grande ente previdenziale privato italiano -. Svendere il nostro patrimonio secondo i criteri ipotizzati ci costringerebbe a tagliare le pensioni future degli oltre 350 mila medici e dentisti attivi in Italia. E a patirne sarebbero soprattutto i giovani.” “Gli immobili sono stati acquistati con i contributi previdenziali versati da centinaia di migliaia di medici e dentisti e servono a garantire il pagamento delle loro pensioni: per questo non possiamo permetterci di fare svendite - aggiunge Oliveti -. Abbiamo già un piano di dismissione che prevede la vendita al giusto prezzo di interi stabili alle cooperative degli inquilini. Inoltre abbiamo sempre dimostrato la nostra sensibilità sociale applicando canoni calmierati e non aumentando gli affitti agli inquilini in provate condizioni di difficoltà”. “Lasciamo fuori l’Enpam dalla campagna elettorale”, concude Oliveti. Sulla spinosa questione scende in campo anche il presidente dell'istituto di previdenza dei giornalisti e di tutte le casse pensionistiche private (Adepp), Andrea Camporese, che chiede lumi sul progetto che sarebbe stato ideato dal ministro della Famiglia, Andrea Riccardi. ''Il piano di dismissione immobiliare reso noto dal ministro Riccardi appare sconcertante, irricevibile e al di fuori dell'impianto legislativo del sistema della previdenza privata italiana'', afferma Camporese che chiederà al premier Monti delucidazioni in merito.
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Se il medico o l’odontoiatra dipendente, a 65 anni di età, ha raggiunto il diritto alla pensione (cioè ha 42 anni e 10 mesi di anzianità contributiva più tre mesi di finestra se uomo e 41 anni e 10 mesi se donna), deve essere collocato a riposo
Quando ad essere accentrati sono periodi contributivi particolarmente lunghi, il costo può diventare importante e divenire un deterrente spesso insuperabile
L’integrazione, in Enpam, è curata dal Servizio Trattamento Giuridico e Fiscale delle Prestazioni, dell’Area della Previdenza.
Il cedolino è già disponibile, mentre i pagamenti partiranno a inizio mese
Finanziamenti a interessi zero per formazione e avvio dell’attività. Oliveti: “Sostenere il lavoro significa rafforzare il sistema”
Dal 1° gennaio 2027, i dipendenti pubblici, ivi compresi i medici dipendenti ospedalieri, che andranno in pensione per raggiunti limiti di età riceveranno la prima quota del TFS/TFR dopo 9 mesi.
Oliveti interviene nel dibattito: il passaggio al lavoro dipendente potrebbe ridurre i contributi e mettere in tensione l’equilibrio della cassa dei medici
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