
Il documento, infatti, prospetta agli infermieri nuovi spazi professionali in sei macroaree dell’organizzazione sanitaria: Cure primarie (servizi territoriali/distrettuali), emergenza-urgenza (Pronto soccorso), medicina, chirurgia, neonatologia e pediatria, salute mentale e dipendenze. Lo schema non scende nel dettaglio (come invece faceva la prima bozza, risalente alla primavera scorsa, in cui per ciascuna area erano elencati gli ambiti d’intervento) ma rimanda a successivi accordi regionali e aziendali i compiti e le funzioni che gli infermieri potranno assumere nell’ambito dei processi organizzativi delle singole Sanità regionali. E’ forse questo il passaggio che più inquieta i sindacati medici, preoccupati per le “invasioni” di campo che in alcune Regioni si stanno già verificando (con il consenso delle amministrazioni stesse): è il caso della Toscana e dell’Emilia Romagna, dove sono in corso sperimentazioni nei dipartimenti di emergenza-urgenza che attribuiscono all’infermiere responsabilità di diagnosi e cura sui codici bianchi e verdi (a imitazione di modelli organizzativi tipici dei paesi anglosassoni). Ed è anche il caso del Veneto o della Val d’Aosta, dove invece si sono avviati sul territorio progetti che affidano all’infermiere ruoli di “case-manager” nell’ambito della cronicità che lo portano a coordinare cure e interventi in collaborazione con il medico di famiglia. Di qui il no secco che alcuni sindacati hanno opposto allo schema d’intesa (per esempio i medici ospedalieri dell’Anaao e gli anestesisti dell’Aaroi) e le cautele con cui altre sigle hanno detto sì al documento. E le farmacie? Che cosa potrebbe accadere alla farmacia dei servizi una volta affermatasi questa nuova figura di infermiere, che con farmacista e medico di famiglia porterebbe a tre i personaggi dell’assistenza territoriale in cerca di nuovi copioni e opportunità? «Non ci saranno conflitti con la farmacia dei servizi» assicura Annalisa Silvestro, presidente nazionale dell’Ipasvi (e candidata Pd alle politiche di domenica) «perché il futuro delle cure territoriali sta nell’integrazione: l’infermiere troverà posto nelle Uccp dei medici di famiglia (le aggregazioni complesse h12 volute dal ministro Balduzzi, ndr), ma questo non significherà la marginalizzazione delle farmacie e dei loro servizi perché rimarrà sempre la sussidiarietà. Sono per la centralità del Ssn, ma alla competizione tra pubblico e privato preferisco di gran lunga la collaborazione».
Fonte: Federfarma

Il Governo annuncia cinque miliardi per la salute, ma 1,6 finanziano il voucher per gli anziani. Nel Fondo sanitario risorse anche per pronto soccorso e farmaci.

Il ministro conferma la disponibilità dei fondi annunciati e guarda oltre i pronto soccorso: medici, infermieri e altri professionisti nella futura ripartizione.

I dentisti apprezzano il sostegno alle spese mediche degli over 75 e l'aumento del Fondo sanitario. Positiva anche la proposta fiscale per le partite Iva.

I presidenti regionali chiedono risorse per compensare l'aumento dei costi sanitari. Dai contratti ai farmaci innovativi, cresce la pressione sui bilanci.
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