
Al riguardo l’auspicio del sindacato è che non ci sia da attendere troppo per la formazione del nuovo esecutivo: «Le farmacie hanno bisogno di stabilità e di certezze» prosegue Racca «sono stanche di sentire circolare bugie su liberalizzazioni di facciata e non chiedono altro che poter contribuire alla sostenibilità e alla deospedalizzazione del Ssn nel loro ruolo di presidi territoriali». Anche i produttori auspicano certezze e stabilità: «La crisi non aspetta» avverte il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi «l’ingovernabilità soffia su spread e debito pubblico, l’accesso al credito da parte delle imprese si fa ancora più stretto e questo si riflette a sua volta sui pagamenti. Il nostro settore rappresenta per il paese un patrimonio manifatturiero ed è con questa consapevolezza che al nuovo governo chiederemo un patto per la stabilità. Possiamo dare un contributo importante alla ripresa ma le nostre aziende hanno bisogno di tre cose: un quadro normativo finalmente sicuro dopo la raffica di provvedimenti degli ultimi anni, sostegni all’innovazione, protezione di marchi e proprietà intellettuale, perché altrimenti non ci sono gli investimenti».
Fonte: Federfarma, farmindustria




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