
Tale condizione è basata sulla necessità di garantire il trattamento pensionistico a coloro che non avessero potuto raggiungere la contribuzione minima per il suo conseguimento. C’è comunque da precisare che la sentenza interessa un ristretto numero di professionisti, ovvero coloro che hanno cominciato a lavorare in tarda età e quindi con un’insufficiente contribuzione. La vicenda che ha portato alla sentenza della Corte è cominciata tre anni fa quando un medico spezzino - messo a riposo dall'azienda sanitaria locale presso cui prestava servizio, aveva chiesto di proseguire l'attività lavorativa fino a settant'anni, per maturare il diritto all'assegno di vecchiaia. L'Asl si era opposta e ne era nata una controversia legale il cui iter era approdato alla Corte Costituzionale, che ha finalmente stabilito la possibilità di permanenza in servizio fino al settantesimo anno laddove, al compimento del sessantacinquesimo, non fosse stata ancora raggiunta l'anzianità contributiva necessaria per il minimo della pensione. Poco dopo però il governo Monti aveva approvato la modifica della normativa sull’età pensionabile dei pubblici dipendenti. Il medico nel febbraio 2011 aveva quindi ripreso a lavorare, ma la questione restava irrisolta e la causa andava avanti. Una nuova sentenza diede ragione al medico, ma l’azienda sanitaria fece ricorso alla Corte d’Appello di Genova. I magistrati genovesi sospesero il giudizio per poi rimettere gli atti alla Corte Costituzionale. Sino all’ultima e decisiva sentenza.
Blocco contratti, la protesta della Cosmed. Sembra che il Governo abbia intenzione di emanare in tempi stretti un decreto che proroga il blocco dei contratti e delle retribuzione dei pubblici dipendenti che verrebbe esteso fino a tutto il 2014, nonostante sia già attuato dal 2009 e prorogato fino a tutto il 2013. Evidentemente non è ancora placata la volontà di colpire i servizi pubblici e i suoi dipendenti. Un Governo ormai con i soli poteri di ordinaria amministrazione non può e non deve assumere provvedimenti di tale portata e gravità, specialmente dopo lo scarso consenso conseguito nelle recenti elezioni. In assenza anche della prevista concertazione con le Confederazioni generali, come peraltro prescritto dalla legge, prima di effettuare ulteriori tagli. Si tratterebbe di un vero e proprio colpo di mano sotto tutti i punti di vista che aggrava la evidente frattura tra cittadini lavoratori e politiche incapaci di uscire da una coazione a ripetere che sta spingendo il Paese, e la Pubblica Amministrazione, in una spirale recessiva.
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Fonte: Corte costituzionale, Cosmed

Forza Italia annuncia un emendamento contro la norma approvata alla Camera. Dal mondo medico arrivano critiche sulla possibile reiscrizione dei professionisti radiati.

Sisto illustra la riforma: responsabilità penale limitata alla colpa grave per chi rispetta linee guida e buone pratiche. Restano invariati i risarcimenti civili.

L'articolo 8 del ddl sulle professioni sanitarie passa con soli 13 voti di scarto. La FNOMCeO contesta l'intervento legislativo sull'autonomia degli Ordini.

Occupato il 79,3% dei posti con borsa ministeriale, contro il 68% dello scorso anno. Al congresso SItI il confronto su formazione, leadership e nuove competenze necessarie per accompagnare la trasformazione del Ssn
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