
«La deospedalizzazione del Ssn e la domiciliarizzazione delle principali cronicità» spiega a Filodiretto Gadi Schoenheit, managing director dell’istituto di ricerche, tra i relatori dell’evento di sabato mattina «stanno facendo emergere nel paziente nuovi bisogni, legati non più al farmaco ma all’informazione e alla formazione sulla salute. Gli italiani, in sostanza, chiedono un nuovo modello di farmacia, un centro integrato di servizi che sappia essere terminale “intelligente” del Ssn». La territorializzazione delle cure, in sostanza, rappresenta per i farmacisti un’opportunità da non perdere: «Si tagliano posti letto e si chiudono ospedali» prosegue Schoenheit «e il paziente fa sempre più fatica a identificare i professionisti che sul territorio si occupano di lui. Nel disorientamento, diventerà per tutti naturale rivolgersi alla farmacia, perché è quella più accessibile e che gode di maggiore visibilità». Ed ecco allora la sfida: perché se le farmacie non sapranno rispondere prontamente a questa richiesta di aiuto, saranno altri a farsi sotto al posto loro. «In tale arena» ricorda Schoenheit «le farmacie partono con un vantaggio competitivo importante su tutti i loro potenziali concorrenti, perché hanno un’immagine di servizio che a tutti gli altri manca. Ma attenzione: se si deludono le attese, si dà l’occasione agli altri di coprire il vuoto». Ecco allora perché Federfarma ha ritenuto opportuno anteporre a ogni progettualità su farmacia dei servizi e pharmaceutical care una fotografia dell’esistente, dalla quale trarre una mappa degli interventi e delle priorità. A scattarla provvede la ricerca-sondaggio avviata a dicembre in collaborazione con il Pcne (Pharmaceutical care network Europe) e Gsk e destinata a protrarsi fino a giugno: coordinata da Giancarlo Nadin, docente di marketing alla Cattolica di Milano, l’indagine ha per obiettivo quello di misurare il livello di penetrazione finora raggiunto dai nuovi servizi e dalla pharmacy care nelle farmacie italiane. «Le esperienze ci sono e alcune anche di rilievo» è il parere di Gioacchino Nicolosi, vicepresidente di Federfarma «ma per fare il salto di qualità serve una cabina di regia che dia ordine e coerenza ai progetti locali. Federfarma nazionale punta a istituire un coordinamento ma prima occorre avere un quadro aggiornato di quello che già c’è».
Se l’articolo ti è piaciuto inoltralo ad un collega utilizzando l’apposita funzione
Fonte: Federfarma, Doxapharma, Fofi

L'Ordine dei Farmacisti di Roma richiama le regole sull'identificazione del personale: camice e caduceo distinguono gli abilitati dalle altre figure presenti in farmacia.

Dal documento Fofi del 2006 alla Farmacia dei servizi, si sono ampliate funzioni e competenze nel Servizio sanitario nazionale. Mandelli: «oggi questa vicinanza è una risorsa per il Ssn»

Il 26 ottobre 2006 la FOFI delineava una nuova visione del ruolo del farmacista. Dalla legge 69/2009 alla spinta della pandemia, la farmacia ha ampliato le proprie funzioni nell’assistenza territoriale. Il 25 novembre un evento celebrerà il percorso

Roche Diagnostics e IRCCS Ospedale San Raffaele avviano un servizio nazionale che integra farmacie territoriali e laboratorio ospedaliero. Il percorso comprende test per il rischio cardiovascolare, il diabete e gli stati infiammatori, con referti val
Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.