
Nella quale spiccano richieste come la revisione dei livelli contrattuali, il potenziamento della contrattazione decentrata, la retribuzione delle ore dedicate all’Ecm e aumenti agganciati all’indice Ipcaa. Il tutto però con la pre-condizione che il tavolo si apra dalle questioni rimaste in sospeso nell’accordo precedente (scaduto il 31 gennaio): tra questi i trasferimenti (per i quali si chiede una regolamentazione più dettagliata), permessi (la richiesta è per un pacchetto di ore retribuite per visite mediche e altro) e appunto Ecm. Per quanto concerne le novità, invece, i confederali propongono una revisione dei livelli e delle mansioni con l’inserimento di almeno una nuova figura professionale, in posizione intermedia tra il direttore e il collaboratore, con funzioni di preparazione di prodotti e organizzative; poi vengono l’ampliamento e il rafforzamento della contrattazione di II livello (decentrata), cui riservare temi quali premi di risultato legati a obiettivi di produttività, qualità ed accrescimento professionale, formazione professionale, indennità e turni; infine l'integrazione al 100% della retribuzione per tutta la durata del congedo di maternità, l'incremento dell'integrazione a carico del datore di lavoro in caso di malattia o infortunio, la ridefinizione delle indennità professionali, l’innalzamento delle maggiorazioni previste per il servizio di turno della farmacia e un aumento retributivo agganciato all’indice previsionale Ipca per tutta la durata triennale del contratto. Un menù che non trova aperture in Federfarma: «Se queste sono le richieste» commenta Annarosa Racca, presidente del sindacato titolari «allora si può solo dire che il confronto partirà da posizioni molto distanti».
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Fonte: Federfarma




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