
Chi ne ha sofferto ha il ricordo di un dolore/bruciore lancinante, pulsante, a scariche. E' il dolore neuropatico post-erpetico, quello che si avverte nell' 8-19% dei casi dopo la guarigione delle lesioni dovute all'herpes zoster, il cosiddetto 'Fuoco di Sant'Antonio' (360 mila casi all'anno in Italia), che circa meta' di coloro che hanno compiuto 85 anni ha sperimentato almeno una volta nella vita.
Una patologia invalidante, catalogata fra i più famigerati dolori cronici, che compromette la qualità della vita, trova oggi un nuovo rimedio in un cerotto medicato con lidocaina al 5%. ''L'herpes zoster - spiega Roberto Casale, della Fondazione Maugeri di Montescano (Pavia) - non e' altro che il virus della varicella, avuta da bambini, che rimane latente nell'organismo per decenni e improvvisamente, soprattutto negli immunodepressi, si riattiva'' e compaiono sulla pelle arrossamenti, eritemi. ''Ma dopo due/tre settimane le lesioni della pelle guariscono - dice Casale - invece il danneggiamento dei nervi periferici, il 'fuoco', nell' 8-19% dei casi rimane: sono scariche di corrente, con bruciori e dolori fortissimi che possono durare mesi, a volte anni, persino tutta la vita. E nel 90% di questi casi il paziente soffre di 'allodinia' (quando uno stimolo non doloroso viene percepito come doloroso), che ha un impatto ancora maggiore sulla qualita' della vita e puo' condurre alla depressione''.
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Fonte: Fondazione Maugeri
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