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Geymonat e Federfarma, Ozopulmin ritirato nel 2011

Farmaci Redazione DottNet | 20/06/2013 08:45

La Geymonat ''appena giunta la segnalazione'' della presenza di ''una supposta difettosa'' di Ozopulmin, ''prima ancora che si attivasse il sistema di farmacovigilanza e intervenissero l'Agenzia italiana del farmaco e i Nas'' ha ''tempestivamente e preventivamente bloccato la distribuzione e ritirato dal mercato tutte le scorte del farmaco'', a partire da luglio 2011, afferma il presidente dell'azienda chimico-farmaceutica di Anagni, Giuseppe Salvia

. E Federfarma conferma: “L'Ozopulmin, il farmaco della Geymonat al centro del caso di contraffazione denunciato dai Carabinieri dei Nas, non è più in commercio nelle farmacie italiane da circa un anno. La precisazione arriva da Federfarma, il sindacato nazionale dei titolari di farmacia, dopo l'appello con cui stamattina il vicecomandante dei Nas ha invitato a non usare il prodotto. ''E' un avvertimento rivolto a pazienti e famiglie'' spiega la presidente di Federfarma, Annarosa Racca ''perché negli armadietti dei medicinali qualcuno potrebbe ancora avere qualche confezione di Ozopulmin. Abbiamo già dato indicazioni alle farmacie associate perché rivolgano la stessa raccomandazione alla clientela''. Impossibile invece che il farmaco possa essere acquistato: nel giugno dell'anno scorso, infatti, l'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) aveva ordinato il ritiro del prodotto da tutte le farmacie del territorio, in concomitanza con l'avvio dell'indagine e i primi controlli dell'Istituto superiore di sanità sui campioni sequestrati.

 ''I rischi dunque sono minimi - osserva la presidente Racca - e questo perché in Italia vige un sistema di sorveglianza che consente di intervenire precocemente al primo allarme per la salute pubblica. E' un sistema che funziona perché al suo vertice ha istituzioni altamente efficienti - dai Nas all'Aifa - e anche perché alla sua base c'è la rete rappresentata dalle 18mila farmacie italiane, presidiate da professionisti altamente qualificati e collegate in tempo reale con Federfarma e le autorità sanitarie. Il contributo delle farmacie alla tutela della salute pubblica si avverte in questo specifico episodio anche all'origine: l'indagine di Aifa e Nas, infatti, era partita dalla segnalazione trasmessa al sistema nazionale di farmacovigilanza da un farmacista, insospettito per la 'friabilità' delle supposte''. 

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Fonte: Geymonat, federfarma

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