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Certificati sportivi, emendamento di Bianco per chiarire

Medicina Generale

"Siamo al paradosso, l'ECG serve per il torneo di tennis ma non per un corso. Un emendamento al decreto sulla pubblica amministrazione presentato dal senatore Amedeo Bianco, però, prevede linee guida per fare chiarezza", spiega Giacomo Milillo, segretario della Fimmg (Federazione medici di medicina generale).  Le novità in materia di certificazione sportiva erano state introdotte dal decreto Balduzzi e introducevano una distinzione fra tre tipi di certificazioni a seconda dell'attività svolta: amatoriale e ludico motoria, come andare in palestra; non agonistica, ad esempio un torneo di calcetto, e, infine, non agonistica ma ad alto impatto cardiovascolare, come gare podistiche superiori ai 20 km, svolte da non tesserati a federazioni e ad associazioni sportive. La norma, per tutte le attività, richiedeva un ECG, ma ha avuto vita breve. La conversione in legge del decreto Fare, infatti, "per non gravare cittadini e Servizio sanitario di ulteriori onerosi accertamenti", lo scorso 20 agosto ha soppresso l'obbligo di certificazione per attività ludico-motoria, mantenendolo per quella sportiva non agonistica. Quanto all'ECG, viene lasciato sempre alla discrezionalità del medico. Nonostante le precisazioni del ministero e le circolari delle Asl, molte le domande. "Le palestre continuano a richiedere il certificato anche se non necessario, qualcuno perché non lo sa, qualcuno per tutelarsi", spiega Milillo. Stessa cosa fanno i medici. "Spesso l'ECG viene richiesto solo a scopo cautelativo e si traduce in una spesa per le famiglie e in un aggravio di lavoro per gli ospedali". Un certificato rilasciato senza approfondimento diagnostico, infatti, potrebbe essere considerato, in sede legale, un'imprudenza. I medici ''vivono nel timore della magistratura", conclude Milillo.

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Fonte: fimmg

Medicina Generale
Commenti
ST
Stefano Tafi
Quale MMG sano di mente rilascerebbe oggi un certificato senza fare l'ECG, lasciando, di fatto, il fianco scoperto agli strali del magistrato di turno, pronto ad infilzarlo con l'imperizia, imprudenza e negligenza? Chi vuole il certificato, palestra o persona che sia, paga quello che c'è da pagare e ci guadagna comunque un ECG...ma io non me la sentirei di farne a meno.
Rispondi
27/09/2013 16:27
FC
Filippo Walter Caracciolo
i chiarimenti sono fumosi e,come tali ,servono solo a farci capire meno di prima.per guardarci le spalle e' sempre meglio richiedere l'ecg (per motivi legali).
Rispondi
25/09/2013 23:46
AR
Antonio Romeo Riboldi
egr collega RAINER PER molti aa ho discusso e spiegato che gli accertamenti a fii sportivi NON RIENTRANO nel ssn come chi fa esami per interventi chir.plastica - I RESPONSABILI ASL non hanno mai messo per iscritto una risposta che dichiara che SONO A PAGAMENTO!! IN italiail p az spende 3000 eu x bici corsa , 2000 x corredo GOLF .MA GUAI A FAR PAGARE ECGR - RX TORACE ECOCARDIO -questa nebbia burocratica realizza perdite enormi x SSN E regala arrabbiatura e forse rimborsi in caso verifica corte conti**tiremm innanaz** A .SCIESA
Rispondi
25/09/2013 17:09
AR
Annalisa Rainer
Ho dimenticato di dire una cosa. Per maggiori informazioni potete andare sul sito dell'Ordine dei Medici di Firenze oppure, udite! udite! , sul sito di : pagine/mamma.it dove spiegano benissimo qual'è la differenza tra certificazione non agonistica e attività amatoriale e l'ultimo sito risponde anche alla domanda che avevo fatto prima: gli accertamenti di approfondimento sono tutti a carico del paziente, anche per le certificazioni obbligatorie. Annalisa Rainer
Rispondi
25/09/2013 13:09
AR
Annalisa Rainer
HO avuto rcentemente uno scambio di opinioni in materia con un collega sul forum utenti Milewin. Penso che si faccia confusione (anche da parte - sopratutto da parte- del Ministero) tra attività non agonistica e attività ludico motoria. L'attività sportiva per un torneo di calcetto fatto ad esempio a 25 anni è attività ludico motoria non attività sportiva non agonistica! L'attività non agonistica è, fino a prova contraria, regolamentata da un DM del 1982 che prevede un'età massima per svolgere attività non agonistica a seconda dello sport; dopodiché o si diventa atleti agonisti o si passa all'attività sportiva amatoriale. Le certificazioni che ci sentiamo continuamente richiedere sono probabilemente dovute alla percentuale di parte assicurativa che c'è in ogni quota di iscrizione alla palestra ... e si sa le Assicurazioni vogliono tutelarsi. Noi, dal canto nostro, siamo obbligati a rilasciare un certificato (a pagamento) che ci viene chiesto purchè non dichiariamo il falso ed eseguendo eventualmente i vari accertamenti che pensiamo siano necessari per tutelare noi e il paziente. Penso solo che dovremmo avvertire il paziente che questo certificato non è obbligatorio e che potrebbero essere necessari degli approfondimenti diagnostici. A proposito! A nessuno è venuto in mente se questi accertamenti sono a totale carico del cittadino come negli accertamenti per la patente o per lo sport agonistico? Annalisa Rainer
25/09/2013 12:59

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