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Astraricerche, bene i reparti ma poca marginalità

Farmacia

 La classifica dei settori merceologici maggiormente trattati dalle farmacie secondo l'indagine condotta tra maggio e giugno da AstraRicerche su un campione di circa 500 titolari offre un’immagine reale del vissuto dei farmacisti e delle loro strutture. E non mancano i contrasti: il 92% dei titolari, per esempio, dice di avere un reparto dedicato alla cosmesi, ma su questa categoria di prodotti il campione dichiara una profittabilità soltanto discreta. Peggio ancora per i prodotti per l'infanzia: c'è un reparto nell'83% delle farmacie ma la marginalità appare del tutto insufficiente alla maggioranza dei titolari. C’è tuttavia da notare che la metà delle farmacie che dispongono di un reparto cosmetici mette in campo anche personale dedicato e formato, nel segmento infanzia invece soltanto il 13% circa dei titolari fa altrettanto. Arrancano invece i servizi, anche perché pochi hanno applicato il modello del d.lgs 153/2009 che così continua a rimanere un progetto di carta. Insomma non si va oltre la misurazione della pressione e dell’altezza/peso, opportunità offerte ormai da oltre il 90% delle farmacie. E infatti autoanalisi del sangue, Cup e intolleranze alimentari sono erogate da poco meno della metà delle farmacie campione, mentre l'analisi del capello è praticata solo dal 40% dei presidi, l'holter pressorio dal 30%, l'elettrocardiogramma dal 15%, la spirometria dal 5%. Nonostante questi servizi siano graditi dal pubblico, bisogna anche mettere in conto la scarsa redditività, tanto che gli intervistati danno l'insufficienza a tutte le voci tranne i trattamenti estetici (discreta) e l'analisi delle intolleranze (appena sufficiente). I farmacisti per l'83% sono però consapevoli che la fornitura di servizi diventerà nel tempo sempre più importante.

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Fonte: astraricerche

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