
"Se le parafarmacie stanno perdendo i vantaggi in termini di risparmio che hanno così a lungo portato nelle tasche del cittadino - ha precisato il numero uno delle parafarmacie – è perchè non si è avuto il coraggio di liberalizzare sino in fondo. Bloccando il processo innescato da Bersani nel 2006 si è infatti creato un ibrido che oggi non ha più la forza di essere competitivo: il risultato è che tanti giovani colleghi sono costretti a licenziare se non addirittura a chiudere". Per il presidente delle parafarmacie “senza un sistema concorrenziale nella distribuzione dei farmaci non ci potranno mai essere sconti sui prezzi per i cittadini. La soluzione, cosi come invocato da tutti i sostenitori delle parafarmacie, resta dunque quella del doppio binario (farmacia convenzionata con il Ssn e farmacia non convenzionata): l'unico modo - secondo Scioscia - che a costo zero per lo Stato e a fronte di una perdita per le farmacie di una manciata di euro al giorno porterebbe vantaggi reali per i consumatori”. L’indagine di Altroconsumo ha rivelato che a poco più di sei anni, la liberalizzazione di Sop e Otc sembra già avere il fiato corto. L’associazione ha messo a confronto tra aprile e giugno i prezzi di 69 farmaci da banco, tra i più noti e utilizzati, in dieci città: Milano, Roma, Torino, Napoli, Genova, Verona, Bologna, Firenze, Bari e Palermo. Visitati 139 punti vendita, ossia 109 farmacie, 15 parafarmacie e 15 ipermercati. Deludenti i risultati: in due anni gli ipermercati hanno alzato i prezzi di poco più del 9%, anche se rimangono il canale più conveniente con una differenza di prezzo media del 14% rispetto alle farmacie; nello stesso periodo, invece, le parafarmacie hanno alzato i prezzi di poco più del 7%, tanto che oggi non c’è più differenziale tra loro e le farmacie. «Se non si spezza il vincolo alla distribuzione la liberalizzazione non parte» è il commento di Altroconsumo, che ha inviato i risultati dell’indagine ai ministeri dello Sviluppo economico e della Salute assieme alla richiesta di «interventi risolutori sulla distribuzione dei farmaci per il rilancio della concorrenza nel settore». Differente la lettura dell’indagine che arriva da Federfarma: «I risultati non mi sorprendono» osserva la presidente nazionale del sindacato, Annarosa Racca «e richiamano alla mente l’indagine presentata nell’agosto scorso dall’Autorità per l’energia, secondo la quale a dieci anni dalle liberalizzazioni i prezzi di luce e riscaldamento sono più alti sul mercato libero che non su quello tutelato. Quanto poi alle comparazioni, se la Gdo ha ancora prezzi di poco inferiori alle farmacie è solo perché non trattano tutte le referenze che dobbiamo trattare noi – con i costi che ciò comporta – e perché scaricano buona parte di questi ribassi sulle aziende fornitrici».
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Fonte: parafarmacie, federfarma, altroconsumo




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