
Una maggiore trasparenza sui dati dei test clinici sui farmaci sarebbe un vantaggio per le stesse aziende. Lo afferma un editoriale pubblicato dal New England Journal of Medicine firmato tra gli altri dal direttore dell'Ema, l'agenzia europea che regola il settore, Guido Rasi.
In generale, spiegano gli esperti nell'articolo, le industrie hanno paura di rendere noti i dati perché questo danneggerebbe i loro affari e la possibilità di difendere i brevetti. ''Ma le preoccupazioni sono sbagliate - affermano - più che ridurre gli incentivi a investire nella ricerca, pubblicare e condividere i dati dei test clinici aiuterebbe i ricercatori nella caccia a nuove terapie, aumentando l'efficienza del settore evitando la duplicazione degli sforzi''. Questo mese in Lussemburgo verrà discussa una causa che vede da una parte proprio l'Ema e dall'altra due aziende statunitensi, che hanno diffidato l'agenzia dal pubblicare i dati dei test clinici dei propri farmaci. Il dibattito non è solo europeo, sottolinea l'editoriale, e anche la statunitense Fda sta meditando su nuove regole per il settore.
Fonte: new england journal of medicine
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