
Dallo studio emerge inoltre che fattori genetici costitutivi di ciascun individuo, come il cosiddetto 'polimorfismo del trasportatore della serotonina' ovvero il neurotrasmettitore del buon umore, possono aumentare la vulnerabilità alla sofferenza mentale causata dalla diagnosi e dalle terapie della mammella. Ciò apre interessanti prospettive per l'impiego, nelle persone geneticamente predisposte, di farmaci antidepressivi scelti anche in base allo specifico assetto genetico del paziente. "L'integrazione di questi approcci ai trattamenti standard - conclude il ricercatore - potrà così consentire una maggiore attenzione e una più agevole identificazione della sofferenza mentale delle singole persone, il cui trattamento neuropsicofarmacologico potrà essere individualizzato aumentando la possibilità di ottenere evidenti riposte terapeutiche".




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