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Ricetta digitale, via Liguria, Basilicata e Marche. Sicilia in crisi

Sanità pubblica

Le farmacie, in particolare, ottengono il transito dal Sac (la piattaforma di Sogei) anziché dal Sar (il sistema informativo regionale) per la spedizione delle ricette dematerializzate, cosa che rende di fatto già disponibili gli aggiornamenti dei gestionali da parte delle software house (basterà utilizzare le stesse patch realizzate per le farmacie delle altre Regioni che hanno concesso il passaggio dal Sac). «Tra le condizioni irrinunciabili» aggiunge Franco Caiazza, presidente di Federfarma Basilicata «abbiamo anche posto la contabilizzazione unica delle dcr, che siano ricette rosse o promemoria. O così, o le farmacie non spediranno ricette digitali». Altra incognita tutta da esplorare, quella rappresentata dalle aree della Lucania non raggiunte dall’Adsl: «Vedremo alla prova dei fatti» conclude Caiazza «quanto l’assenza di banda larga inciderà sui volumi di ricette dematerializzate».

Marche: Tra le prime in Italia, la Regione Marche ha avviato la sperimentazione per la "dematerializzazione" della ricetta rossa, che prevede il graduale subentro della ricetta elettronica alla tradizionale ricetta cartacea per la prescrizione di farmaci e prestazioni di specialistica ambulatoriale. La fase pilota vede il coinvolgimento della rete diabetologica regionale, presente in vari punti su tutte le Aziende Ospedaliere e le Aree Vaste dell'Asur. Si prevede il graduale coinvolgimento di tutto il Servizio sanitario regionale. Con la ricetta elettronica medici di famiglia, pediatri e medici specialisti registreranno le prescrizioni in un sistema informativo nazionale e rilasceranno all'assistito un promemoria contenente le stesse informazioni presenti nella ricetta cartacea. L'assistito potrà recarsi in qualunque struttura sanitaria per richiedere le visite, gli esami e le prestazioni specialistiche o presso le farmacie convenzionate per richiedere i farmaci. Secondo l'assessore alla Salute Almerino Mezzolani, è "fondamentale l'apporto delle farmacie, convenzionate e pubbliche, da sempre all'avanguardia nelle innovazioni e nell'assicurare il miglior servizio ai cittadini". L'innovazione, oltre a rappresentare un obbligo normativo "rappresenta una opportunità sia per i medici nella gestione dei pazienti, sia per i pazienti che saranno facilitati nell'accesso alle prestazioni sanitarie".

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In Liguria invece l’incontro tra Regione e farmacie (senza medici di famiglia) si è svolto stamattina e al momento manca ancora una data ufficiale per il via. «La Regione vorrebbe le farmacie tutte pronte alla ricetta digitale dal 1 dicembre» spiega la presidente di Federfarma regionale, Elisabetta Borachia «ma noi abbiamo posto alcune condizioni». Sac e dcr unica erano già stati ottenuti, così il sindacato ha chiesto un contributo economico ai titolari per lo “start up”, più linee di credito agevolate per il rinnovo dell’hardware da parte di quelle farmacie che lavorano su computer di vecchia generazione. «I dati sulla spesa ligure del primo semestre 2013 rivelano un’ulteriore contrazione» spiega Borachia «e la Regione preme parecchio sulla diretta. Le farmacie sono molto provate e un impegno consistente come la ricetta digitale porterà via tempo e lavoro. Se non altro siamo riusciti a evitare che le Asl ottenessero la contabilità separata tra ricette cartacee e digitali, grazie anche al supporto tecnico di Promofarma». Anche in Liguria le software house delle farmacie sono già pronte con add-on e corsi formativi, invece non sembrano pronti i medici di famiglia: la Fimmg, in particolare, lamenta che la Regione starebbe fornendo ai mmg banda larga e dotazioni informatiche (controvalore circa 200 euro) soltanto per uno studio, quando molti di loro invece lavorano in almeno due ambulatori.  

Possibili problemi con i medici anche in Sicilia. Qui la ricetta digitale è già realtà dal 16 settembre, ma sino a fine ottobre vige un periodo «transitorio» che consente alle farmacie di spedire il promemoria cartaceo alla stregua di una ricetta cartacea. Federfarma avrebbe gradito un’estensione di tale periodo, ma stamattina la Regione ha confermato che dal 1 novembre si applicano le regole. Il problema però è che i medici di famiglia cominceranno a essere sanzionati (se non raggiungono almeno il 60% di ricette on line) soltanto da dicembre. «Il rischio» spiega il presidente di Federfarma Sicilia, Francesco Mangano «è che per un mese la maggior parte dei generalisti se la prenderà comoda». I dati più recenti di Sogei, d’altronde, parlano chiaro: in circa un mese, sono state spedite circa 500.000 ricette digitali, pari a un decimo di quelle che si producono mediamente nel periodo. E su 5.021 medici di medicina generale che operano nell’Isola, sono 1.250 quelli che hanno iniziato a prescrivere on line.  Problemi pure nel Lazio: la sperimentazione era partita in sordina (coinvolti una farmacia e un medico di famiglia, nel reatino) ma nei giorni scorsi i sindacati della mg hanno rifiutato un incontro proposto dalla Regione sul tema e il medico sperimentatore ha interrotto la prescrizione on line.

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Fonte: federfarma

Sanità pubblica
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