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Per il Ministero sono 175 gli ospedali da chiudere. I no delle Regioni

Sanità pubblica

Certo ad osservare i numeri, il taglio sembrerebbe giustificato: esistono strutture con 15-20 posti letto utilizzati anche meno di 3 giorni su 10 con sette, otto tra medici e infermieri che si occupano del posto letto. Insomma, secondo il ministro Lorenzin è uno spreco che va eliminato senza mezzi termini. Secondo il Dicastero si tratta in realtà di 222 mini-nosocomi con meno di 120 posti letto, ma occorre escludere i servizi psichiatrici di diagnosi e cura, che in realtà ospedali non sono; gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, perché fanno ricerca; i centri per “post acuti”, che servono per chi dopo un ricovero non è in grado di tornare a casa ma ha bisogno di cure meno intensive. E così si arriva alla soglia dei 175 piccoli ospedali che offrono circa 12 mila posti letto, tra i quali figurano anche alcuni che lavorano in zone disagiate come isole o montagne. Il ministero ha addirittura calcolato che sarebbe senz'altro più economico e sicuro mettere un servizio di soccorso in eliporto che tenere su un intero ospedale. Vediamo però qualche esempio, come riporta La Stampa: l’ospedale di Acquapendente, con i suoi 8 posti letto e con 130 tra medici e infermieri fino al 2010, l’Ospedale di Leno, provincia di Brescia, 16 letti e 68 dipendenti sempre nel 2010 sono i casi più significativi. La parte del leone la fa comunque la Sicilia, con 37 mini-ospedali, con la Lombardia che la segue a ruota con 31, mentre più distaccate sono la Campania, con 19, il Lazio con 16 e la Sardegna con 14. meglio la situazione in Veneto e Piemonte, dove resistono 4-5 ospedali. L'elenco dei piccoli ospedali da chiudere sembra superato dai fatti, ma in attesa un documento ufficiale, nessuno si sbilancia. Reagiscono così le Regioni alla notizia dell'addio ai piccoli ospedali:  "Come assessori siamo in attesa di metterci seduti con il ministero e affrontare punto per punto la questione perché in questi anni le notizie sono state molte e diversificate", spiega l'assessore alla Sanità della Regione Toscana Luigi Marroni. Quel che è certo è che in Toscana, dove sarebbero 12 le strutture a rischio, già da tempo si stanno ridefinendo le missioni dei piccoli ospedali, sempre più orientati verso i presidi di prossimità non specializzati. "Quando si parla di chiudere piccoli ospedali, si parla di realtà molto diversificate tra loro quanto a territorio e utilità. Noi ne abbiamo chiusi 45 ben 20 anni fa, quelli rimasti svolgono una funzione specifica, ad esempio per dialisi e day hospital oncologici, e che stiamo migliorando", spiega Marroni. Questo "percorso virtuoso è già a buon punto - prosegue - per 14 piccoli ospedali ormai son stati deliberati Patti Territoriali, su 4 stiamo siamo in dirittura d'arrivo. Ora le strutture più piccole spesso sono inglobate a ospedali maggiori e lavorano come sede distaccata". Gli fa eco il Presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi. "Non ci sarà nessuna chiusura. La rete ospedaliera abruzzese è adeguata e ristrutturata. Abbiamo i conti in equilibrio e 3,5 posti letto ogni mille abitanti, sotto lo standard nazionale dei 3,7. Se l'ipotesi dovesse concretizzarsi - aggiunge - faremo un'opposizione fortissima". Stessa fermezza per quanto riguarda la Sardegna, dove "nessun ospedale sarà chiuso", secondo l'assessore alla Sanità, Simona De Francisci che aggiunge "siamo una Regione a statuto speciale, "Roma non può imporci una linea". Mentre il presidente della Campania Stefano Caldoro, Commissario ad acta per la Sanità, sottolinea che "è sbagliato parlare di chiusure, si tratta di riconversioni. In molti casi, da noi, sono già iniziate" e nella direzione prevista: riabilitazione, lungodegenza e assistenza ai cronici. Molto rumore per nulla? Forse sì, o comunque l'impatto sarà minore del previsto. Anche in Liguria,l'unico ospedale a rischio è l'Evangelico di Genova, ma, per l'assessore Claudio Montaldo, "ha superato l'esame e ora conta più dei 120 posti letto". "Ci stiamo già lavorando", fa sapere Lucia Borsellino l'assessore della Regione Sicilia, dove quelli a rischio chiusura sarebbero ben 37. "Il progetto di rimodulazione della rete è in corso e tiene conto dei parametri previsti. L'obiettivo - conclude - sarà perseguito anche attraverso il modello degli ospedali riuniti e la distribuzione delle discipline". 

Già, ma come si concilia questo discorso con la corruzione che dilaga, in particolare nella sanità? Basti pensare che lo scorso anno il 5,6% delle risorse europee investite nel settore sanitario è andato perso in illegalità e tangenti, secondo le stime della Rete europea contro le frodi che ha indagato nel comparto sanitario italiano. Tra il 2010 e il 2012 sono stati accertati dalle Fiamme Gialle reati per oltre 1,5 miliardi di euro. Per arginare un fenomeno che sottrae importanti risorse alla salute degli italiani, nei giorni scorsi sono scese in campo le associazioni Libera e Gruppo Abele che hanno lanciato una campagna per una sanità libera dalla corruzione “Salute: obiettivo 100%”. Un'iniziativa lodevole se si pensa che nel 2012 i risarcimenti, in base alle cifre diffuse dalla Corte dei Conti, i risarcimenti per le sentenze relative alla corruzione hanno raggiunto l'importo di circa 45milioni. Adesso Libera e Gruppo Abele chiedono alle 237 Aziende sanitarie presenti sul suolo nazionale di adeguarsi a quanto previsto dalla legge 190/2012 in materia di trasparenza e contrasto alla corruzione.   

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Fonte: ministero della Salute

Sanità pubblica
Commenti
VG
Vittorio Gamba
LA RISORSA DI QUESTO PAESE NON SONO I GRANDI OSPEDALI FATTA ECCEZIONE PER GLI INTERVENTI DI RILIEVO,MA I PICCOLI OSPEDALI CON LA LORO CONOSCENZA DELLE MICROTERRITORIALITA' E IL LORO PRONFONDO INSERIMENTO NEL LORO CONTESTO SOCIOCULTURALE! PURTROPPO ALLA DITTATURA DELLE EUROBANCHE NON INTERESSA ASSOLUTAMENTE UN BENEMERITO NULLA DEI CITTADINI,DELLE REALTA' TERRITORIALI,DELL'INTEGRAZIONE SOCIALE....ALL'EURODITTATURA è SCONVENIENTE "IL SOCIALE" PERCHE' HA UN COSTO. MA QUESTO è SOLO L'INIZIO DI UN LUNGO DECLIVIO VERSO LA PERDITA TOTALE DEI DIRITTI,VERSO LA POVERTA' ASSOLUTA, VERSO L'USURPAZIONE DELL'UOMO SULL'UOMO OVVERO LA POLITICA SI STA MUOVENDO IN UNA SORTA DI NEOMEDIOEVO IN CUI L'EGEMONIA DELLE BANCHE-FAMIGLIA SI RIVOLGERA' VERSO IL POPOLO SOLTANTO SE NE HA CONVENIENZA! E QUANDO HA VERAMENTE CONVENIENZA UNA BANCA DI RIVOLGERSI AL POPOLO? MAI!!!!!! VISTO CHE IL LAVORO ORMAI LO FANNO I NEOSCHIAVI OVVERO EXTROCOMUNITARI SOTTOPAGATI! IN CHE MODO LA CITTADINANZA PUO' TROVARE UN RISCONTRO NELLA SOCIETA' CIVILE SENZA OPPORTUNI FINANZIAMENTI E UN OPPORTUNO WELFARE? IN NESSUN MODO|!!!! L'EUOROPA DELLE BANCHE-FAMIGLIA CI STA PORTANDO A QUESTO! LA CLASSE POLITICA NON è INTENZIONANTA A CONTRASTASTARE QUESTA FORMA LIBERAL-FINTOSOCIALISTA è CONCENTRATA A MANTENERE IL PROPRIO CULO SULLA POTRONA! CHE COSA PUO' FARE IL CITTADINO CONSAPEVOLE SE NON PROTESTARE? MA GLI ITALIANI SONO IPNOTIZZATI DALLE TELEVISONI, ALLORA POI NON LAMENTIAMOCI!
Rispondi
12/12/2013 08:17
FG
Fernando Garbin
Se il problema è la corruzione basta eliminare questa.Non si butta via il bambino perchè l'acqua è sporca.F.G.
Rispondi
11/12/2013 09:11
MM
Mario Manunta
Brava Signora Ministro, visto che è in vena di "pulizia" che ne dice di cominciare dal Suo Riverito Ministero? Faccia mente locale ai Funzionari che la circondano... sono tutti indispensabili?
Rispondi
11/12/2013 00:08
VP
VITTORIO PRINCIPE
E, se dovessero chiudere, indovinate a chi vengono inviate le patate bollenti? Ovviamente al MMG, che non ha nulla da fare...... Che vergogna! L'Italia ha le sue eccellenze proprio nei piccoli ospedali: ho fatto la pratica chirurgica in un piccolo ospedale che non sarei MAI riuscito a fare in un ospedale universitario o più grande!
Rispondi
10/12/2013 19:32
?
e allora chiudiamo anche le regioni !!!! basta con gli sprechi !
Rispondi
10/12/2013 17:26

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