
Finora è rimasta solo un'intenzione: coinvolgere le associazioni di cittadini e di pazienti nei processi decisionali nazionali e regionali inerenti le politiche del farmaco non se ne parla. Secondo il dodicesimo Rapporto Nazionale sulle Politiche della Cronicità” di Cittadinanzattiva in Italia
“E' necessario garantire la reale partecipazione delle Organizzazioni civiche e di pazienti ai processi decisionali inerenti le politiche del farmaco nazionali e regionali, nonché un accesso maggiormente tempestivo e uniforme su tutto il territorio nazionale alle terapie farmacologiche per i malati cronici e rari”. Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i Diritti del Malato-Cittadinanzattiva e responsabile nazionale del CnAMC (Coordinamento nazionale Associazioni Malati Cronici) non ha dubbi in proposito: “Nonostante infatti sia passato quasi un anno dal convegno dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) Farmaci. Diritto di parola, dedicato proprio al tema del coinvolgimento delle Associazioni di cittadini e di pazienti, in Italia di questi temi non si fa accenno”. Eppure le criticità non mancano, come tempi eccessivamente lunghi per l’autorizzazione all’immissione in commercio da parte dell’AIFA (50%); il costo dei farmaci non rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale in fascia C (44%); le limitazioni da parte delle Aziende ospedaliere o delle ASL per motivi di budget; i tempi di inserimento dei farmaci nei Prontuari Regionali, diversi da Regione a Regione (41%).
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Fonte: cittadinanzattiva
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