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Presentato il Codice Fimmg sulla telemedicina. Lorenzin: è il futuro

Sanità pubblica

Sulla scia di quanto affermato dal ministro, la Fimmg presenta il codice di autoregolamentazione per la telemedicina (clicca qui per scaricare il documento completo). E Dario Grisillo, l'esperto Fimmg per il settore, scrive agli associati precisando che “l’utilizzo della Telemedicina nella pratica professionale quotidiana sta prendendo sempre più campo. Mentre da sempre più parti si sottolinea la necessità di definire ruoli e responsabilità dei professionisti che intervengono nella filiera della Telemedicina e di evidenziare i particolari aspetti legati alla Privacy che questa attività comporta, finora sono disponibili autorevoli linee di indirizzo in materia, ma manca una precisa normativa al riguardo”. “FIMMG – continua Grisillo -, con l’obiettivo di dare certezza giuridica ed implementativa agli operatori ed ai pazienti, ha deciso di dotarsi di un Codice di Autoregolamentazione per l’utilizzo della tecnologia informatica, che vuole rappresentare una prima applicazione delle linee guida fornendo un modello di governance della qualità e della sicurezza delle procedure in un’ottica di assunzione di responsabilità da parte dei vari professionisti coinvolti e di garanzia della sicurezza e dei diritti del paziente, anche in campo di Privacy con la proposta di specifica informativa/consenso informato”.


 

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Ma anche Cittadinanzattiva non è insensibile all'argomento. Le raccomandazioni civiche sull’E-Health, presentate dal Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, riassumono quella che viene identificata come la grande sfida della informatizzazione della sanità. Il testo dell'Associazioni riassume in 59 punti e a partire dai diritti sanciti dalla Carta europea dei diritti del malato, come va affrontata la telemedicina.



La raccomandazione è stata realizzata insieme a rappresentanti di associazioni di pazienti, società scientifiche, Asl, professioni mediche (Ipasvi, Alice Italia Onlus, SiHTA, Associazione Italiana Pazienti BPCO, ANMCO, Federfarma, SIT, AIIC, ASL RME, SIMG, FAND, Assobiomedica, AIAC, GISE, FIASO, FISM, Az. Ospedaliera Santa Maria della Misericordia di Udine, ASS n. 5 Bassa Friulana Latisana) e con il contributo non condizionato di Medtronic Foundation.

“Con le raccomandazioni – afferma Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva – vogliamo contribuire a potenziare gli effetti positivi della informatizzazione in sanità e della telemedicina, ossia: migliorare la presa in carico del paziente, garantendogli la continuità assistenziale, il monitoraggio e l’aderenza alla terapia; promuovere una migliore organizzazione dei servizi territoriali e a domicilio e mettere in rete medici e operatori sanitari; produrre informazioni precise ed esaustive sulle patologie, consentendo di programmare al meglio i servizi sanitari in relazione ai bisogni dei pazienti e ottimizzando le risorse a disposizione; incidere positivamente sulla qualità di vita dei pazienti anche sotto il profilo psicologico. Nello stesso tempo con le raccomandazioni vogliamo contribuire a ridurre i rischi della E-Health: dalla frammentazione dei sistemi informativi, al pericolo di sostituire la relazione medico-paziente, dalle controversie in tema di privacy ad investimenti non prioritari o inutili”.

 


Le proposte di Cittadinanzattiva inserite nelle Raccomandazioni civiche sull’E-Health toccano aspetti di varia natura:
1. Prevedere, all’interno del nuovo Nomenclatore tariffario, tariffe specifiche per i servizi di telemedicina e telesalute.
2. Promuovere una cultura della valutazione delle tecnologie attraverso l’Health Technology Assessment, al fine di migliorare l’appropriatezza e la qualità nonché il controllo dei rischi connessi.
3. Promuovere una governance nazionale delle iniziaitive di e-health, per ridurne la frammentazione a livello regionale e velocizzare il percorso verso il Fascicolo sanitario elettronico condiviso a livello nazionale.
4. Incrementare l’alfabetizzazione digitale e la formazione all’utilizzo degli strumenti di sanità elettronica, sia per i professionisti sanitari che i pazienti e loro caregiver.
5. Formulare uno specifico consenso informato per le soluzioni di sanità elettronica e di telemedicina che garantiscano l’identità del paziente e la sua privacy.
6. Garantire la trasmissione uniforme o la lettura a distanza delle informazioni sanitarie per permettere l’accesso all’assistenza transfrontaliera,individuando un elemento che permetta la cooperazione applcativa tra sistemi diversi di produttori diversi.
7. Istituire un registro delle applicazioni medicali validato dalla comunità scientifica che preveda per ciascuna app il marchio di garanzia, rendendola un dispositivo medico.
8. Definire ruoli e responsabilità dei professionisti che partecipano ai percorsi di telemedicina, identificando il responsabile del processo e intervenendo anche nell’ambito giuridico, al fine di evitare vuoti legislativi legati alla gestione del rischio clinico in questa specifica area.


“Due aspetti, in particolare, ci preoccupano del Patto per la sanità digitale, previsto all’interno del Patto per la salute – continua Aceti - Innanzitutto, il ritardo di quasi tre mesi sulla tabella di marcia per la sua approvazione; in secondo luogo, l’esclusione delle Organizzazioni di cittadini e pazienti dal Comitato di coordinamento del Patto per la sanità digitale. Non è pensabile che i cittadini non siano considerati portatori di interesse in una sfida così grande o che ad esempio, come sta accadendo, si parli di servizi premium, dunque a carico dei cittadini, senza definire lo standard garantito dal Ssn".

 

 

Fonte: ansa, fimmg, cittadinanzattiva

Sanità pubblica
Commenti
LB
Lorenzo Bellotti
lavoro in ospedale. Ho solo 2 (leggasi due) esperienze di telemedicina 1) mi chiama a casa un'amica di 42 anni SENZA fattori di rischio cardiovascolare, per dolore toracico.Mi precipito pensando alle cause "altre" di toracalgia. Al mio arrivo la fanciulla accetta la chiamata del 118, prima rifiutata. Arrivo tempestivo, ECG, invio telematico del tracciato.. la linea non funziona. Suggerisco alla giovane Collega "STEMI inferiore, poi trasporto.. terapia intensiva, confermato l'infarto, procedura, lieto fine. 2)traghetto per la Grecia. Altoparlante "se c'è un medico.....", una Signora turca con toracalgia-epigastralgia, chiediamo (io ed altri 2 Colleghi greci) un ECG, che viene fatto ma non possiamo vederlo perchè automaticamente inviato al Cardiologo ad Atene che referta ("posso solo dire che la frequenza è 100 bpm Attendo le Magnifiche sorti e progressive della telemedicina
Rispondi
10/11/2014 18:33

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