
A segnalarlo è il rapporto dell'Osservatorio sull'Impiego dei Medicinali (Osmed) relativo ai primi nove mesi del 2008, disegnato dall'Istituto superiore di sanità (Iss) e dall'Agenzia italiana del farmaco. ''A livello nazionale - spiega Roberto Da Cas, del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell'Iss - i farmaci equivalenti rappresentano ormai il 42,4% dei consumi e il 26,2% della spesa. Una crescita del mercato spiegabile con la caduta del brevetto nel 2008 di alcune molecole, usate come antiipertensivi, antibiotici e aceinibitori''. Un fattore che ha influenzato la diminuzione dei prezzi, pari al 7,2%. ''Su tale calo - continua - ha influito anche il prezzo di riferimento per gli inibitori di pompa in alcune regioni, oltre una maggiore incidenza del ticket''.




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