
Basta avere pazienza e non mollare. Lo dice un ampio studio del Boston IVF e del Beth Israel Deaconess Medical Center condotto su più di 6000 donne, riportato dal New England Journal of Medicine. In Italia invece le chance di successo, nonostante il progredire delle tecniche, continuano a calare, ben del 3,6% rispetto al 2003. Un prezzo significativo che secondo il ginecologo Carlo Flamigni si sta pagando alla legge 40. I risultati dello studio statunitense-israeliano parlano chiaro. A 30 dalla nascita della prima bambina in provetta e oltre un milione di bambini concepiti così, la fivet, con cui l'ovulo e lo spermatozoo vengono fecondati in laboratorio e poi impianti nell'utero materno, ha successo. I ricercatori hanno calcolato il tasso cumulativo di nascite nella popolazione, includendo tutte le pazienti sottoposte a fecondazione in vitro nonchè i cicli con embrioni congelati, raddoppiati negli ultimi anni. ''Tradizionalmente si riportavano le gravidanze per ogni ciclo di fivet - spiega Beth Malizia, coordinatrice dello studio - ma si trattava di calcoli difficili da capire e potenzialmente fuorvianti''. Come spiega Flamigni, ''la fertilità nell'uomo è modesta, e fare i calcoli per ciclo in vitro o ciclo mestruale è punitivo, visto che le probabilità sono basse. E' più di buon senso ragionare come si è fatto nello studio, considerando il successo nell'arco di sei cicli di trattamento''.




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