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Terapia delle infezioni uroginecologiche recidivanti: utilizzazione dell’Idrovag

Ginecologia

Le vulvo vaginiti e le cistiti costituiscono un gruppo piuttosto omogeneo di patologie caratterizzate da sintomi “stereotipati” sostanzialmente rappresentati da prurito, bruciore, leucoxantorrea, dispaurenia, disuria, stranguria e pollachiuria.

Si tratta di infezioni molto frequenti nella pratica clinica, causate da agenti patogeni quali batteri, miceti e protozoi.La possibilità di mantenere o ripristinare l’ambiente vaginale fisiologico è fondamentale nel trattamento e/o nella prevenzione di tali infezioni.

L’uso incongruo di terapia antibiotiche, il sempre più diffuso uso di contraccettivi orali ,le abitudini alimentari scorrette ( diete ricche di zuccheri semplici) , le pratiche sessuali non protette, sono tutti fattori responsabili del notevole aumento dell’incidenza di tali patologie, nel corso degli ultimi decenni. Il medico quindi si trova a confrontarsi sempre più frequentemente con problematiche diagnostiche e terapeutiche talvolta assai complesse.

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Per quanto detto, è necessario puntualizzare alcuni aspetti dell’ecosistema vaginale che rendono l’equilibrio di tale habitat estremamente delicato, con facile squilibrio e successivo sviluppo di infezioni talvolta di difficile eradicazione. Nell’affrontare tali patologie, il percorso diagnostico e terapeutico deve essere applicato correttamente al fine di evitare errori spesso responsabili di fallimento terapeutico.

L’ecosistema vaginale costituisce nell’età fertile, un idoneo sistema di difesa verso gli agenti infettivi concomitanti, di provenienza rettale e uretrale, e verso le modificazioni indotte dai rapporti sessuali. Tale effetto “barriera” si basa su una serie di fattori  protettivi, quali la produzione di glicogeno da parte delle epitelio vaginale, dopo stimolazione estrogenica. L’acido lattico prodotto dalla degradazione del glicogeno da parte dei lattobacilli di Doderline acidifica l’ambiente vaginale che inibisce lo sviluppo dei più comuni patogeni. Durante l’infanzia e la menopausa si instaura un ambiente vaginale con un pH tendenzialmente neutro e perdita della difesa nei confronti di agenti infettanti. La possibilità di mantenere o ripristinare l ‘ambiente vaginale fisiologico è fondamentale nel trattamento e/o nella prevenzione delle infezioni uroginecologiche. A tal fine si ricorre all’uso di probiotici, nonché ai test di intolleranza alimentare per valutare la causa del dismicrobismo intestinale e al’utilizzazione dell’idrocolonterapia e dell’ idrovag.

L’idrocolonterapia cura il dismicrobismo intestinale, stimola il sistema immunitario, e da’ la possibilità di introdurre sostanze medicamentose a livello intestinale.

Sullo stesso principio si basa l’uso dell’idrovag che viene utilizzato per il trattamento delle infezioni uroginecologiche recidivanti. L’idrovag si può associare, in differita alle sedute di idrocolonterapia in modo da agire in maniera sinergica nel ripristino dell’ecosistema vaginale. Nell’idrovag l’ acqua medicata con prodotti specifici per il tipo di infezione che si vuole trattare, viene introdotta nella vagina in modo controllato a temperatura variabile e a bassa pressione, mediante una piccola sonda.

La continua circolazione del liquido in entrata e in uscita, oltre a generare un benefico e delicato massaggio perfettamente tollerato dalla paziente, è in grado di irrigare in modo insostituibile le pareti vaginali, la cervice uterina ed i fornici (spazio tra la vagina e la cervice uterina) asportando a fondo con la sua azione detergente ogni residuo anomalo od infiammatorio. Nell’acqua di lavaggio si mescolano tutte le sostanze farmacologiche necessarie per il ripristino del giusto pH vaginale e per la cura dell’infezione vaginale o vescicale. . Ciascun trattamento dura in media 15-20 minuti,e  a seconda delle varie patologie sono necessarie da 4 a  8 sedute al mese. Un ambiente vaginale sano rappresenta la prima linea di difesa nei confronti di funghi e batteri, infatti l’alterazione del normale microbiota vaginale è un fattore di rischio per lo sviluppo di infezioni micotiche, batteriche anche a  livello  delle basse vie urinarie.

Pertanto un  approccio “olistico” per  la cura delle infezioni uroginecologiche risulta corretto e permette di evitare errori spesso responsabili di recidive che sono altamente “frustranti” per la paziente e per il medico.

Dr. Angela Lauletta

Specialista in ostetricia e ginecologia.

Ginecologia
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