
AIFA presenta una nuova iniziativa di comunicazione nell’ambito del progetto europeo Fakeshare
Il Direttore Generale AIFA, Luca Pani non ha dubbi: “La percezione dei rischi legati all’acquisto online di medicinali da fonti non sicure come i siti Internet non autorizzati è ancora largamente insufficiente nel nostro Paese. Lo dimostrano casi recenti come quello della morte di un giovane culturista di Foggia, dovuta, secondo le prime ricostruzioni, all’assunzione di una sostanza anabolizzante illegale. Ma esistono molti altri casi di effetti collaterali letali, riconducibili a farmaci acquistati da canali illegali. Nel nostro Paese, inoltre, la recente regolamentazione della vendita online di medicinali senza obbligo di prescrizione, rappresenta un cambiamento significativo, che istituzioni come Ministero della Salute e AIFA hanno il dovere di accompagnare, attraverso iniziative educative e di sensibilizzazione come questa. Preziosa è anche la collaborazione con i Carabinieri del NAS per le azioni di contrasto al crimine farmaceutico”.
Ma quali sono i farmaci più falsificati? I 'classici' prodotti miracolosi per dimagrire o per far crescere i muscoli, l'immancabile 'pillola dell'amore', ma anche terapie costosissime come gli anticorpi monoclonali per il cancro o i 'superfarmaci' per l'epatite C. Incuranti dei rischi, documentati dai numerosi casi di cronaca in cui farmaci acquistati illegalmente si sono rivelati fatali, sono sempre di più gli italiani che si affidano al web per procurarsi medicine. Addirittura, ha scoperto una ricerca presentata dall'Aifa, lo ha fatto un internauta su quattro in Italia.
La ricerca è stata fatta su un campione di mille utilizzatori del web, tutti con una frequenza di connessione superiore a una volta alla settimana. Il 25%, un dato cresciuto enormemente in appena due anni, corrispondente al 2-4% della popolazione generale, ha dichiarato di aver acquistato almeno un farmaco, mentre il 44% ha dichiarato di vedere positivamente la possibilità di acquistare su web.
fonte: aifa
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