
La conoscenza delle donne italiane.
Il 26 settembre di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale della Contraccezione. Nell’occasione la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) promuove campagne di informazione per sensibilizzare le donne in materia di contraccezione, argomento di cui sembra che le donne italiane siano poco informate e comunque ne sanno ancora poco. Una su quattro in età fertile utilizza sistemi poco sicuri per evitare una gravidanza indesiderata. Il 20% circa ricorre alla pratica del coito interrotto, il 5% si affida ai metodi naturali e il 3% alla fortuna o altri rimedi.
Particolarmente basso risulta l’utilizzo della contraccezione ormonale nelle Regioni del Sud e in Sicilia, aree in cui nel 2014 hanno partorito più della metà delle 7.
Dai dati dell’indagine dello Studio osservazionale ECOS pubblicato su BMC Womens health[2] nel 2015, che ha coinvolto circa 2.000 donne italiane tra i 18 e i 40 anni, è risultato che le donne preferiscono metodi contraccettivi sicuri e innovativi ma che siano anche pratici per vivere appieno la propria sessualità. Nonostante l'84% del campione esaminato abbia espresso il desiderio di cambiare metodo contraccettivo rispetto a quello usato, il dato più singolare che emerge è che il 68% delle donne intervistate non è a conoscenza di sistemi contraccettivi ormonali alternativi alla pillola come anello, cerotto, impianto sottocutaneo e spirale ormonale. Il 58% delle under 30 ammette di non aver mai sentito parlare di sistemi “fit and forget”, ovvero “metti e dimentica”. Impianto sottocutaneo e spirale smart ormonale sono metodi in grado di proteggere per 3-5 anni senza compromettere la fertilità futura. Sono sistemi sicuri ed efficaci, a basso dosaggio ormonale, con azione solo locale e per questo indicati anche per le 20-30enni. Non comportando la routine dell’assunzione quotidiana, sono a prova di dimenticanza.
Se da un lato serve quindi più consapevolezza dall’altro occorre sfatare anche i falsi miti sui rischi dei contraccettivi ormonali. Una donna su 5 pensa che non siano adatti per chi non ha ancora avuto un figlio, il 24% crede che possano portare sterilità e il 12% teme un aumento di peso. Ma la disinformazione è ancora tanta, soprattutto tra i più giovani. Secondo una ricerca di Skuola.net[3] condotta in collaborazione con la Società Italiana della Contraccezione, su circa 7mila studenti intervistati di età compresa tra gli 11 e i 25 anni, 1 su 10 di chi ha già avuto rapporti non usa mai il preservativo o altri metodi contraccettivi. Un ragazzo su tre dichiara di essere sessualmente attivo ma l’11% non si protegge durante un rapporto e fra gli under 14 addirittura il 42%. Tra i giovani il mancato uso del condom, oltre al rischio di gravidanze indesiderate, espone ad una maggiore diffusione delle principali malattie sessualmente trasmissibili. Altro dato preoccupante è che circa 1 su 2 delle giovani ragazze durante il primo rapporto sessuale non utilizza alcuna precauzione e che per il 5% dei giovani, il coito interrotto è un valido metodo per evitare una gravidanza indesiderata.
Alla base di questa pericolosa disinformazione c’è la scarsa educazione sessuale. La Sigo continua a rinnovare l’appello alle istituzioni italiane affinché sia approvata quanto prima una legge per l’educazione scolastica all’affettività e alla sessualità consapevole. Nel nostro Paese questa non è materia obbligatoria prevista nei programmi ufficiali del Ministero dell’Istruzione. Ogni singolo istituto scolastico è libero di scegliere autonomamente se svolgere corsi specifici.
E allora non resta che informarsi sul web dove, però, pullulano anche tante bufale come quella che la coca cola è un potente spermicida. Proprio per questo la Sigo ha deciso di istituire campagne di informazione attraverso l’istituzione di siti affidabili e certificati. Da oltre 10 anni la Sigo è presente sul web con il portale «Scegli Tu» per offrire informazioni sulla contraccezione. Nella pagina «Parla con il Gine», 7 giorni su 7 due esperti rispondono on line alle domande degli utenti. Dai quesiti più frequenti e curiosi rivolti dai giovani è stata sviluppata la breve guida «Scegli Tu. Tutte le risposte sul sesso e la contraccezione consapevole» in distribuzione nei consultori e ambulatori di ginecologia. Sul portale c’è anche il sito www.contraccezionesmart.it, con informazioni utili sui contraccettivi intrauterini.
Anche sulla “pillola del giorno dopo” c’è molta confusione. Molte donne pensano che sia abortigena ma soprattutto temono che il suo utilizzo possa indurre sterilità o precludere una futura gravidanza. A questa disinformazione contribuisce anche l’obiezione di coscienza esercitata da medici e farmacisti. Nonostante quanto riportato sul bugiardino «contraccettivo di emergenza per prevenire la gravidanza dopo un rapporto sessuale non protetto o in seguito al fallimento o mancato funzionamento di un metodo anticoncezionale» e quanto affermano le Società Scientifiche[4] e pubblicano sui siti ufficiali, la pillola del giorno dopo viene ancora segnalata al consumatore come suscettibile di scatenare un effetto abortivo, rispetto a quanto compare nelle indicazioni terapeutiche autorizzate ed ufficiali. Prima della messa in commercio della pillola del giorno dopo, il metodo più utilizzato come contraccettivo d’emergenza era l’inserimento dello Iud al rame entro 5 giorni da un rapporto non protetto. La presenza del Cu-Iud all’interno della cavità uterina non interferisce sull’ovulazione ma impedisce proprio per la sua presenza l’annidamento dell’uovo fecondato. Questo metodo è molto efficace per prevenire la gravidanza[5]. La pillola del giorno dopo agisce, invece, bloccando il rilascio dell’ovulo dalle ovaie ma non può impedire l’impianto nell’utero di un ovulo già fecondato. Pertanto non causa aborto e non è in grado di danneggiare una gravidanza già in atto. Il meccanismo d'azione principale consiste nel bloccare o ritardare l'ovulazione tramite la soppressione del picco dell'ormone luteinizzante. Le pillole in commercio conosciute come pillola dei 5 giorni, in Italia come in Europa sono vendute in farmacia senza ricetta a donne maggiorenni.
Fiammetta Trallo - Specialista in Ginecologia e Ostetricia
Bibliografia
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