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La comunicazione medico-genitori riduce il consumo di antibiotici

A pochi vengono date informazioni chiare e complete sui rischi
Farmaci

Per ridurre l'abuso di antibiotici nei bambini basterebbe una migliore comunicazione dei medici con i genitori. Solo il 4% a cui è stato consigliato di ritardare l'uso dell'antibiotico per l'otite riferisce infatti di aver ricevuto dal dottore informazioni sull'infezione, i rischi degli antibiotici e come trattare adeguatamente il proprio figlio. Lo rilevano i ricercatori della Pennsylvania State University, in uno studio pubblicato sul Journal of Applied Communication Research.    La ricerca ha anche mostrato che i genitori che avevano avuto spiegazioni più dettagliate dal loro medico erano più propensi ad usare l'antibiotico solo se veramente necessario. E così, aspettando nel darglielo, hanno dato ai figli la possibilità di guarire naturalmente.

"Quando usiamo gli antibiotici, i batteri più forti sopravvivono lo stesso anche se ci sentiamo bene. Nel tempo imparano ad adattarsi diventando dei batteri super-resistenti, che anche gli antibiotici più forti, con pericolosi effetti collaterali, non riescono ad eliminare.    La migliore difesa è evitare questi farmaci quando possibile, sotto la guida del medico", spiega Erina L. MacGeorge, autrice dello studio. Già altri studi hanno mostrato che la cosiddetta 'attesa vigile' è un modo efficace per ridurre l'uso non necessario di antibiotici senza mettere in pericolo la sicurezza del paziente. Lo studio in questo caso ha esaminato 134 genitori di bambini sotto i 5 anni, cui era stato prescritto l'antibiotico nel caso in cui il piccolo non fosse migliorato entro un certo periodo di tempo. Gli è stato chiesto di ricordare cosa gli era stato detto dal medico e se alla fine avevano usato l'antibiotico. Le risposte hanno mostrato che anche quando avevano avuto spiegazioni sui rischi degli antibiotici, la loro comprensione non sempre era corretta o completa. Il che indica che i medici devono comunicare in modo più chiaro e semplice i rischi dell'abuso, anche come monitorare e gestire sintomi e dolore.

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fonte: ansa

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