
Evidenziato il nesso causale tra esposizione professionale e tumori
E' italiano il primo documento di consenso europeo che tutela gli operatori sanitari dal rischio di sviluppare tumori. Sì, perché i farmaci antiblastici, come evidenziato anche dall' Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc), sono considerati "cancerogeni per l'uomo" sulla base delle evidenze scientifiche che hanno documentato l'esistenza del rischio di tossicità a breve e a lungo termine per gli operatori addetti alla preparazione e somministrazione dei trattamenti, cioè i farmacisti ospedalieri e gli infermieri.
Proprio sulla base di queste considerazioni è stato redatto un documento di consenso a livello europeo sulla 'Gestione del rischio di esposizione del personale sanitario nella manipolazione dei farmaci antineoplastici iniettabili'.
Oggi i farmaci chemioterapici, immunoterapici e biologici vengono prescritti dal medico in dosi personalizzate, sono preparati a partire dalle specialità medicinali industriali e prodotti con procedure di ricostituzione e diluizione. Quindi sono inviati in reparto dove vengono somministrati al paziente. Per chi gestisce queste operazioni le possibili vie di esposizione più frequenti sono quella inalatoria o da contatto con rischio di tossicità acuta o tardiva. Si va - per Francesca De Plato (Sifo) - da un rischio di irritazione, congiuntivite, allergia a complicazioni più significative, "anche a carico dell'apparato riproduttivo e del feto".
La tecnologia attuale mette però a disposizione strumenti innovativi 'a circuito chiuso', quindi ermetici, che devono essere impiegati sia in fase di preparazione che di somministrazione ai pazienti. E questo documento "per la prima volta evidenzia le fasi di un processo molto articolato che sta dietro la composizione dei farmaci antiblastici" e indica "la necessità - conclude Pani - di attuare misure di prevenzione nella preparazione e somministrazione di questi farmaci".
Nursing Up: sanità territoriale debole rispetto all’Europa. Senza filtro e presa in carico, PS sovraccarichi e cronicità mal gestita.
Oltre 18mila aggressioni in un anno: lo studio è solido, individua cause e propone soluzioni. Ma permangono alcuni limiti operativi
Dalle tensioni internazionali alle ricadute sulla spesa pubblica, emergono segnali di pressione su supply chain, costi e capacità di erogazione dei servizi sanitari.
Nursing Up denuncia uno squilibrio strutturale tra medici e infermieri. Ma il punto non è solo quantitativo: il sistema sta cambiando senza aver chiarito chi fa cosa.
Avis richiama l’attenzione sulla filiera del plasma: domanda in crescita e dipendenza dal mercato estero per una quota rilevante di farmaci salvavita.
Il documento ISS del 3 febbraio non è una notizia. Ma torna attuale mentre AIFA apre il fronte della prescrittomica: dati solidi, ma ancora separati dalle scelte terapeutiche.
Al Ministero della Salute confronto sulla riforma della distribuzione dei farmaci. Più territorio e prossimità, ma resta centrale l’equilibrio tra accesso e sostenibilità.
Commenti