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Memoria da elefante tagliando calorie

Psichiatria

E che promette, numeri alla mano, di diventare un bell'incitamento per tenere lontani i più golosi dalla buona tavola. Gli studiosi tedeschi hanno lavorato su un campione di 50 volontari, in media sessantenni, dividendoli in tre gruppi: il primo è stato affidato a un dietista affinché riducesse di un terzo le calorie ingerite quotidianamente; per il secondo gruppo non è stata prevista alcuna restrizione alimentare; al terzo sono state assegnate maggiori quantità di cibo da ingurgitare contenente acidi grassi insaturi, tipo olio d'oliva e pesce. Al termine di tre mesi di sperimentazione, l'ultimo gruppo non ha registrato alcun miglioramento sul piano della memoria. Al contrario, il gruppo che ha mangiato meno ha registrato miglioramenti tra il 10% e il 20% nei test mnemonici. Sacrifici a tavola, dunque, ma con l'obiettivo di conquistare una memoria da elefante, nonostante gli anni che gravano sulle spalle. Se già in passato studi realizzati su cavie avevano dimostrato che una dieta con il 30% di calorie in meno migliora la capacità di ricordare, infatti, la ricerca tedesca ha senz'altro il merito di dimostrare che, sugli esseri umani, "la restrizione calorica può migliorare il funzionamento della memoria, e questo anche se anziani", scrivono gli stessi studiosi sulle pagine di Pnas.

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Il team tedesco è attualmente impegnato in un trial più ampio con l'obiettivo di 'fotografare' e scansionare il cervello per capire in che modo mangiar meno possa migliorare le funzioni mentali. Secondo Leigh Gibson, dell'ateneo di Roehampton, il merito andrebbe ricercato nei minori livelli di insulina legati alla sforbiciata alle calorie. Ma altri ricercatori sostengono che la memoria da elefante si conquista, invece, grazie alla ridotta produzione di radicali liberi. La British Dietetic Association tuttavia lancia un monito, certa che la ricerca tedesca possa fare proseliti dopo essere rimbalzata sui principali siti britannici. E invita la gente a fare molta attenzione nel tagliare le calorie a tavola. "Una sforbiciata del 30% - spiega la portavoce dell'associazione - è estremamente alta per chi non è in sovrappeso, e non può essere certo intrapresa con leggerezza. Potrebbe essere addirittura pericolosa se fatta da persone già in sottopeso. Oltre a questo studio, inoltre, non ci sono altre evidenze che comprovano che la dieta migliora la memoria e le funzioni cerebrali in generale”.
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