
Ritardi nelle cure, maggiore incertezza per i professionisti e il rischio di trasformare un provvedimento sanitario in una questione prevalentemente giudiziaria. Sono queste le principali criticità evidenziate dalla Società italiana di psichiatria (Sip) dopo le novità che riguardano le procedure di Trattamento sanitario obbligatorio (TSO).
Il richiamo alle garanzie costituzionali
La Società scientifica sottolinea di condividere pienamente i principi affermati dalla Corte Costituzionale in materia di tutela della libertà personale e diritto alla difesa ma «ritiene tuttavia indispensabile che la loro applicazione tenga conto della specificità del Tso, evitando che un provvedimento di natura sanitaria venga progressivamente ricondotto a una logica prevalentemente giudiziaria», si legge in una nota.
Il timore di una crescente contrapposizione legale
Tra gli aspetti che preoccupano maggiormente gli specialisti vi è la possibilità che il procedimento «assuma progressivamente caratteristiche proprie di un procedimento contenzioso, nel quale il medico sia chiamato a difendere il proprio operato come una parte processuale e il paziente venga rappresentato come soggetto contrapposto ai curanti», spiega Antonio Vita, co-presidente della Società italiana di psichiatria. Secondo la Sip, una trasformazione di questo tipo potrebbe modificare profondamente l'equilibrio che oggi caratterizza il rapporto terapeutico nei casi in cui si rende necessario ricorrere al trattamento sanitario obbligatorio.
Possibili effetti sui tempi di intervento
Gli psichiatri evidenziano inoltre il rischio che le incertezze applicative della nuova normativa possano indurre comportamenti difensivi da parte dei professionisti sanitari. «inducendo i medici a evitare o ritardare il ricorso al Tso anche quando ne ricorrano effettivamente i presupposti», osserva ancora Vita. Secondo la società scientifica, tale scenario potrebbe tradursi in un rallentamento dell'accesso alle cure nei casi più complessi, proprio quando la tempestività dell'intervento rappresenta un elemento determinante per la tutela del paziente.
La richiesta di una nuova legge
Alla luce delle criticità evidenziate, la Sip chiede un intervento normativo che chiarisca modalità e responsabilità derivanti dalla sentenza della Corte Costituzionale. L'incertezza interpretativa, sottolinea la società scientifica, potrebbe infatti rappresentare un ulteriore disincentivo all'adozione del TSO nei casi in cui sia clinicamente necessario. Per questo motivo gli psichiatri sollecitano il Parlamento ad approvare una nuova disciplina capace di garantire sia la tutela dei diritti individuali sia l'efficacia dell'assistenza sanitaria.
Nel documento diffuso dalla società scientifica emerge la necessità di trovare un punto di equilibrio tra due principi costituzionali fondamentali. «La tutela della libertà personale e il diritto alla salute devono essere garantiti insieme», conclude la Sip, ribadendo la necessità di una regolamentazione chiara che consenta di preservare le garanzie dei cittadini senza compromettere l'accesso alle cure nei contesti di emergenza psichiatrica.




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