
Per quelli gravi è inferiore all'1%, per gli effetti più lievi appare più alto
Se si ha un effetto avverso grave da vaccino il rischio che si ripresenti ad una successiva vaccinazione è prossimo allo zero, mentre per gli effetti non gravi come la perdita di appetito o la febbricola è più alto, anche se questi sintomi di solito sono più lievi alla seconda manifestazione. Lo afferma una revisione degli studi in merito pubblicata dalla rivista Pediatrics. I ricercatori del Canadian Immunization Research Network hanno analizzato 29 studi precedenti sul tema della reimmunizzazione dopo un evento avverso.
Per gli effetti più gravi, come le convulsioni o gli shock anafilattici il rischio è risultato nullo, mentre per i casi di episodio ipotonico-iporesponsivo, dei rarissimi brevi shock del bambino, la ricorrenza è risultata inferiore all'1%.
fonte: ansa
Gasbarrini: “Il continuo aumento delle malattie infiammatorie e metaboliche durante l’infanzia, dovuto alle modificazioni della flora intestinale, sta creando una situazione mai vista in passato. I numeri sono preoccupanti"
Il ddl delega sulla sanità ridisegna l’architettura del Ssn: ospedali di riferimento, più assistenza territoriale e nuovo ruolo dei medici di base. Ma le scelte restano demandate ai decreti.
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Firmata presso SISAC la preintesa per il rinnovo dell’Accordo Collettivo Nazionale 2022-2024. La FIMP esprime soddisfazione e rilancia sul ruolo dei pediatri nel nuovo assetto territoriale.
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