
Il numero scende a "15 per il tumore della cervice uterina" e ancora più in basso a "12 per il cancro del colon-retto". Benché in numeri assoluti gli screening avviati ogni anno nei confini della Ue siano "considerevoli", non costituiscono che "meno della metà di quanti sono reputati necessari secondo le raccomandazioni rivolte ai cittadini, cioè 125 milioni di esami all'anno". Attualmente, rileva la Ue, "i tumori rappresentano la seconda causa di morte per gli europei. Da soli, il cancro al seno, all'utero e al colon-retto costituiscono il 32% dei decessi per neoplasie tra le donne, e l'11% tra gli uomini. Con una popolazione in rapido invecchiamento le aspettative sono di un aumento ulteriore di queste percentuali se non sarà fatto qualcosa di decisivo". Per questa ragione, e contestualmente alla pubblicazione del rapporto, l'Europa sottoscrive e rinnova un impegno già assunto con il primo documento Ue sulla realtà della prevenzione tumorale europea, nel 2003.




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