
Uno studio fa luce sul tema legato alla modifica degli ormoni
Per le donne sopravvissute a un tumore al seno arriva una notizia confortante da un nuovo studio guidato dall'Institut Jules Bordet e Université Libre de Bruxelles: una gravidanza dopo la malattia non porta rischi aggiuntivi di una recidiva. Si fa così luce su un problema a lungo dibattuto, perché è rimasto controverso il tema di un eventuale maggiore rischio di ritorno del tumore dopo una gravidanza, legato alla modifica di ormoni come gli estrogeni, che hanno un ruolo importante anche nello sviluppo della neoplasia, in particolare nella forma cosiddetta estrogeno-recettiva positiva.
La ricerca, pubblicata su Journal of the National Cancer Institute, ha preso in esame 333 donne che avevano affrontato una gravidanza dopo il cancro della mammella e altre 874 che invece non erano andate incontro a una gestazione. Le prime sono state seguite per un periodo medio di sette anni e due mesi dopo la gravidanza, confrontandole con le altre, e dai risultati è emerso che coloro che erano rimaste incinte non avevano sperimentato un tasso maggiore di recidive, anche nei casi estrogeno-recettivi positivi.
fonte: ansa
Il trattamento in prima linea con daratumumab in somministrazione sottocutanea e in combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone ha mostrato nei pazienti eleggibili a trapianto una sopravvivenza di circa 17 anni
Il nuovo regime conferma l’importanza di daratumumab sottocute come terapia di prima linea nel mieloma multiplo in grado di ritardare significativamente la progressione della malattia
In Italia poco più di 3mila oncologi per 3,5 milioni di pazienti. Burocrazia e burnout riducono il tempo di cura, mentre i bisogni aumentano.
Progetto Re-Start di IncontraDonna: spettacolo a Roma con pazienti oncologici e caregiver per condividere arte e resilienza.
Commenti