
In Italia circa 89 mila casi registrati ogni anno, il 25% di tutte le neoplasie
Nasce la Rete nazionale dei tumori rari, un cambiamento epocale per i pazienti colpiti da queste patologie. Potranno entrare nei 'nodi' della rete e accedere ai trattamenti nei centri con alta esperienza: in questo modo avranno in tempi ragionevoli una seconda diagnosi, poichè la prima nel 40% dei casi si rivela inidonea, situazione che determina frequenti migrazioni regionali con un forte impatto economico sulle famiglie dei malati e sull'intero sistema sanitario. Non solo: così come ha stabilito il decreto sull'uso compassionevole dei farmaci, questi pazienti hanno per la prima volta il diritto di utilizzare farmaci che hanno superato solo la prima fase di sperimentazione.
A queste neoplasie è dedicato il convegno nazionale 'Tumori rari: la domanda dei pazienti, la risposta delle istituzioni', organizzato oggi alla Camera da Favo, Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia e dall'Intergruppo Parlamentare Malattie Rare.
"La creazione di una nuova Rete Nazionale dei Tumori Rari - sottolinea Paolo G. Casali, dell'Istituto Nazionale Tumori di Milano - potrà soddisfare la più importante richiesta del paziente con tumore raro: sapere a chi rivolgersi". Paola Binetti spiega che "la presa in carico di questi cittadini è spesso complessa. Infatti, la gestione clinica di questi malati richiede approcci multidisciplinari meno accessibili di quanto non avvenga nei tumori frequenti per migliorare i tempi della diagnosi e terapie più mirate".
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