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Tumori, allo IEO la prevenzione diventa “su misura”: screening e rischio valutati persona per persona

Oncologia

La prevenzione oncologica entra nell’era della personalizzazione. È la direzione indicata dallo Istituto Europeo di Oncologia (IEO), che ha rilanciato il tema in occasione dell’open day dedicato alla salute e agli screening in programma il 16 maggio a Milano.

Secondo gli specialisti, il tradizionale approccio uniforme alla prevenzione sta lasciando spazio a strategie costruite sulle caratteristiche individuali del paziente. L’obiettivo è individuare percorsi di screening e monitoraggio calibrati sul reale livello di rischio di ciascuna persona, integrando fattori genetici, familiarità, età, condizioni cliniche e abitudini di vita.

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Le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità indicano che politiche efficaci di prevenzione potrebbero evitare quasi due milioni di decessi entro il 2030 nella regione europea, generando anche un importante beneficio economico per i sistemi sanitari. Ridurre fumo, consumo di alcol, sedentarietà e cattiva alimentazione resta infatti uno degli strumenti più efficaci contro tumori e malattie croniche.

“Oggi non esiste più una prevenzione uguale per tutti”, ha spiegato il direttore sanitario dello IEO, Silvio Capizzi. “L’obiettivo è sviluppare programmi più mirati e realmente efficaci sulla base del profilo di rischio individuale”.

Il modello proposto dall’istituto prevede la classificazione della popolazione in differenti categorie di rischio — basso, moderato, alto o molto alto — attraverso l’analisi combinata di dati clinici e comportamentali. In questo contesto, la gestione delle informazioni sanitarie e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale diventano elementi centrali.

Per Roberto Orecchia, direttore scientifico dello IEO, la prevenzione personalizzata è ancora in una fase iniziale ma sta già mostrando risultati incoraggianti. “La nuova sfida riguarda la raccolta e l’elaborazione dei dati su larga scala, un ambito in cui l’intelligenza artificiale avrà un ruolo determinante”, ha sottolineato.

Intanto in Italia cresce l’adesione agli screening oncologici. Negli ultimi cinque anni la copertura dello screening mammografico è salita dal 30% al 50%, mentre il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci è passato dal 17% al 33%. Incrementi significativi anche per lo screening cervicale, aumentato dal 23% al 51%.

Secondo gli esperti, il miglioramento della partecipazione ai programmi di prevenzione avrebbe già contribuito alla riduzione della mortalità oncologica osservata negli ultimi anni nel Paese, con segnali positivi anche nelle regioni del Sud Italia, dove l’adesione agli screening ha registrato una crescita particolarmente marcata.

Oncologia
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