
L’elemento distintivo della novità non riguarda solo l’efficacia clinica — con benefici su sopravvivenza globale e progressione di malattia — ma anche il modello di cura: un approccio privo di chemioterapia, personalizzato e con somministrazione sottocutanea, che punta a migliorare qualità di vita, gestione degli effetti collaterali e sostenibilità organizzativa dei percorsi oncologici.
Il via libera alla rimborsabilità italiana arriva in un contesto in cui circa il 20% dei pazienti con NSCLC presenta mutazioni EGFR e in cui le recidive e le resistenze terapeutiche rappresentano ancora un limite importante degli attuali TKI. L’associazione tra anticorpo bispecifico e inibitore tirosin-chinasico apre quindi una nuova fase nella gestione della malattia, soprattutto per i pazienti con mutazioni L858R ed exon 19 deletion.
Dal punto di vista sanitario e industriale, la decisione rafforza anche il ruolo crescente delle terapie biologiche avanzate e dell’oncologia molecolare all’interno del SSN, accelerando la necessità di:
Parallelamente cresce il ruolo delle associazioni pazienti, sempre più coinvolte nei percorsi di supporto, advocacy e accesso alle terapie innovative, soprattutto in patologie ad alto impatto emotivo e prognostico come il tumore del polmone.
Nei prossimi mesi l’attenzione sarà concentrata:




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